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Sentenza

Sentenza n. 14236/2026 - Roma, Sezione 2B

per l'annullamento previa sospensione della determinazione dirigenziale del Comune di Roma, numero-OMISSIS- numero prot. -OMISSIS- avente ad oggetto “demolizione con ripristino dello stato dei luoghi in conseguenza della realizzazione degli interventi abusivi in -OMISSIS-, terrazzo di copertura”.

Giustizia amministrativa202407423

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione dirigenziale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a un volume residenziale abusivo realizzato sul terrazzo di copertura di un edificio

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (destinatario sanzione edilizia)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordine di demolizione sostenendo, anzitutto, di essere estraneo alla realizzazione dell'abuso e che tale estraneità sarebbe stata riconosciuta da una sentenza penale irrevocabile di assoluzione per non aver commesso il fatto. Ha dedotto il difetto di motivazione e di istruttoria del provvedimento, nonché il difetto di legittimazione passiva, poiché Roma Capitale non avrebbe indicato gli elementi concreti dai quali desumere la sua responsabilità quale autore dell'abuso o quale proprietario. Ha inoltre lamentato la violazione delle garanzie partecipative e dell'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento. Con il terzo motivo ha contestato la qualificazione delle opere come nuova costruzione realizzata in assenza di titolo, sostenendo che si sarebbe trattato di modifiche parziali dell'organismo edilizio e chiedendo l'applicazione di una sanzione diversa da quella demolitoria. Con il quarto motivo ha dedotto l'illegittimità dell'ordine per la mancata notificazione a tutti i comproprietari e per il coinvolgimento del condominio, ritenuto ente di gestione privo di legittimazione passiva. L'opera consisteva in un volume autonomo, stabilmente realizzato sul terrazzo, destinato ad abitazione e dotato di tre camere, cucina, servizio igienico e impianti, in assenza di titolo edilizio, autorizzazione sismica e parere della Soprintendenza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso nei limiti indicati in motivazione. Ha respinto il terzo motivo, ritenendo adeguatamente descritta e correttamente qualificata l'opera come nuova costruzione, in ragione della consistenza, dell'ampiezza, della stabile incidenza sull'area e della destinazione abitativa. Ha respinto anche il quarto motivo, affermando che la mancata notificazione dell'ordine agli altri comproprietari non incide sulla validità dell'ordinanza, ma ne limita eventualmente l'efficacia nei loro confronti; pertanto la prescrizione demolitoria resta legittima nei confronti dell'altro destinatario, il condominio. Ha accolto il primo motivo perché il Comune, pur avendo individuato il ricorrente quale responsabile dell'abuso, non ha esplicitato gli elementi di fatto posti a fondamento di tale qualificazione, né ha chiarito se egli fosse destinatario in qualità di proprietario o di autore materiale dell'abuso. L'ordine è stato quindi annullato nella sola parte riferibile al ricorrente per difetto di motivazione e di legittimazione passiva. Il secondo motivo, relativo alla partecipazione procedimentale, è stato assorbito. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • d.P.R. 380/2001

    Il testo unico sull'edilizia costituisce il quadro normativo della repressione dell'abuso e della qualificazione dell'intervento edilizio.

  • art. 44, lett. b), d.P.R. 380/2001

    La disposizione penale era richiamata nell'imputazione dalla quale il ricorrente era stato assolto per non aver commesso il fatto; la sentenza penale è stata considerata quale elemento rilevante, ma il decisivo vizio dell'ordine è stato individuato nell'omessa indicazione degli elementi concreti della responsabilità amministrativa.

  • art. 3 l. 241/1990

    L'obbligo di motivazione imponeva al Comune di indicare gli elementi di fatto dai quali desumere la responsabilità del destinatario quale proprietario o responsabile dell'abuso.

  • artt. 8 ss. l. 241/1990

    Le disposizioni sono state invocate in relazione alla partecipazione procedimentale; la relativa censura è stata assorbita e non decisa nel merito.

Massime di principio

  • Quando il proprietario dell'immobile non coincide con l'autore materiale dell'abuso edilizio, l'amministrazione deve accertare e motivare puntualmente il titolo in base al quale il destinatario è chiamato a rispondere, specificando se quale proprietario o quale responsabile dell'abuso e indicando gli elementi di fatto posti a fondamento della responsabilità; in difetto, l'ordine di demolizione è illegittimo nei suoi confronti per difetto di motivazione e di legittimazione passiva.
  • Ai fini della legittimità dell'ingiunzione di demolizione è sufficiente un'analitica indicazione delle opere abusive, tale da consentire al destinatario di rimuoverle spontaneamente; i presupposti di fatto e le norme violate possono essere indicati anche per relationem.
  • Costituisce nuova costruzione, ai fini urbanistico-edilizi, un manufatto autonomo o modificativo di una struttura preesistente che trasformi durevolmente l'area coperta o incida stabilmente sul suolo o sui muri, anche quando sia realizzato su un terrazzo e destinato a uso abitativo.
  • La mancata notificazione dell'ordine di demolizione agli altri comproprietari non determina l'illegittimità dell'ordinanza, ma ne esclude l'efficacia nei confronti dei soggetti ai quali l'atto non sia stato notificato.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniQualificazione degli interventiMotivazione del provvedimentoPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaLegittimazione e interesse a ricorrere

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