Cassazione Penale, Sentenza n. 38286/2023 del 19/09/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Firenze per violazione ed erronea applicazione dell'art. 648 c.p. (comma secondo, ora comma quarto), sostenendo che il giudice di merito aveva erroneamente ritenuto sussistente l'attenuante speciale della "particolare tenuità" del fatto. In particolare si è contestata la valutazione apodittica del Tribunale circa la marginale rilevanza criminosa dei beni trafugati: il valore commerciale del compendio non è stato quantificato e, data l'elevata numerosità dei beni contraffatti e la qualità dell'agente (imprenditore, titolare di ditta individuale), non ricorrevano i presupposti per l'applicazione della circostanza attenuante.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Firenze. La Corte ha censurato la motivazione del Tribunale, definita sostanzialmente apodittica e inadeguata, richiamando il principio secondo cui, in materia di ricettazione, il valore del bene è elemento concorrente e sussidiario ai fini della valutazione della "particolare tenuità": se il valore non è esiguo la tenuità deve essere esclusa; solo se è accertata la lieve consistenza economica del bene si procede all'esame degli ulteriori parametri di cui all'art. 133 c.p. (profili oggettivi quali entità del profitto e profili soggettivi quali capacità a delinquere). La vicenda è quindi rinviata per nuovo esame, con l'obbligo per il giudice di merito di motivare adeguatamente sulla gravità della condotta e sulla quantificazione del valore dei beni.
Norme richiamate
art. 648 c.p.
comma secondo, ora comma quarto
La norma sulla ricettazione è stata interpretata in combinato con la giurisprudenza della Corte come tale per cui l'attenuante della "particolare tenuità" non può essere riconosciuta automaticamente sulla base di una generica valutazione: il valore del bene è solo un elemento concorrente e sussidiario; se il valore non è esiguo la tenuità va esclusa, mentre solo se il valore è lieve si procede all'esame dei restanti criteri di cui all'art. 133 c.p.
art. 133 c.p.
Richiamato come criterio per valutare la rilevanza della circostanza attenuante (parametri oggettivi e soggettivi): ad esempio entità del profitto e capacità a delinquere dell'agente sono elementi decisivi per escludere o ammettere la particolare tenuità quando il valore del bene sia esiguo.
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 2, n. 29346 del 10/06/2022, Mazza)
Precisazione applicata nel caso: conferma che il valore del bene è sussidiario e che occorre escludere la tenuità se il bene non è particolarmente lieve; inoltre richiama l'obbligo di valutare anche profili oggettivi (profitto) e soggettivi (capacità a delinquere).
Massime di principio
- In reati di ricettazione il valore del bene è un elemento rilevante ma sussidiario: se il valore non è esiguo la circostanza attenuante della "particolare tenuità" deve essere sempre esclusa.
- Il giudice deve quantificare e motivare la valutazione del valore dei beni; valutazioni generiche o apodittiche sono insufficienti e possono determinare l'annullamento della decisione.
- Solo quando è accertata la lieve consistenza economica del bene si procede all'esame degli ulteriori criteri dell'art. 133 c.p. (entità del profitto, capacità a delinquere, ecc.) per decidere sulla tenuità.
- La qualità soggettiva dell'agente (es. soggetto imprenditore o con capacità a delinquere elevata) e l'entità del profitto derivante dalla condotta sono elementi che, se negativi, escludono l'attenuante speciale.
- In presenza di numerosi beni contraffatti o di un consistente giro commerciale, il giudice deve approfondire l'istruttoria e non può limitarsi a conclusioni di scarsa o generica motivazione.
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