Sentenza n. 1319/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza della sentenza n. 2274/2024 emessa in data 7 maggio 2024 dal Tribunale di Milano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che riconosceva il diritto alla carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, per euro 500 per ciascuno degli anni scolastici considerati
Esito
Favorevole al ricorrente (docente precario)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha prestato servizio come docente a tempo determinato negli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. Una sentenza del Tribunale di Milano, divenuta definitiva, aveva accertato il suo diritto a usufruire del beneficio economico di euro 500 per ciascun anno, mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, e aveva condannato il Ministero a provvedere. Poiché l'Amministrazione non ha eseguito spontaneamente la pronuncia, la ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza. Il Ministero si è costituito senza contestare né il mancato adempimento, né il passaggio in giudicato e la notificazione della sentenza.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione era ancora inadempiente e che la sentenza del Tribunale di Milano era passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria, ed era stata notificata al Ministero il 6 aprile 2025. Sono state quindi ritenute soddisfatte le condizioni previste dall'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall'art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Il Ministero è stato condannato a dare piena esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla comunicazione della decisione. Decorso inutilmente tale termine, il Commissario ad acta, individuato nel Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, dovrà intervenire su istanza del creditore e provvedere entro i successivi centoventi giorni alla determinazione dell'importo dovuto e agli atti necessari all'esecuzione, direttamente o tramite funzionario delegato. Non è stato riconosciuto alcun compenso al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Le spese, liquidate in euro 1.000 oltre accessori, sono state poste a carico dell'Amministrazione soccombente.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
La disposizione costituisce il fondamento del beneficio della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, riconosciuto nella sentenza da eseguire anche in favore della docente a tempo determinato.
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
La disposizione individua il presupposto processuale per proporre il giudizio di ottemperanza alle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
La disposizione è richiamata quale ulteriore condizione per l'azione di ottemperanza relativa all'esecuzione di una pronuncia di condanna nei confronti della pubblica amministrazione.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando una pubblica amministrazione non esegue spontaneamente una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, purché risultino comprovati il passaggio in giudicato e la notificazione della pronuncia all'amministrazione, oltre agli ulteriori presupposti previsti dalla legge.
- Quando accoglie il ricorso per ottemperanza, il giudice amministrativo può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e nominare sin d'ora un commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'inutile decorso del termine e all'istanza del creditore.
- Il commissario ad acta può essere individuato in un organo o funzionario pubblico le cui attività rientrino nei compiti istituzionali; in tal caso, non è dovuto uno specifico compenso per l'attività commissariale.
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