Cassazione Penale, Sentenza n. 1348/2022 del 14/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato le richieste di riesame avverso misure cautelari (custodia in carcere per cinque indagati, arresti domiciliari per due) contestando: 1) l'errata determinazione della competenza territoriale (sostenevano che, per la natura abituale del reato di traffico illecito di rifiuti, la competenza dovesse spettare al distretto di Napoli, atteso che la falsificazione documentale e la predisposizione degli ordini sarebbero avvenute in Casoria); 2) la mancata motivazione/violazione di legge in ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari, con censura dell'illegittima valorizzazione della facoltà di non rispondere e con l'affermazione che il pericolo di reiterazione era escluso dal sequestro delle imprese e dei mezzi; 3) per Ruggiero, specifiche censure su carenza di gravità indiziaria rispetto ai reati di traffico illecito e associazione per delinquere, mancata verifica dell'aggravante ai sensi dell'art. 61-bis, insufficiente indicazione degli elementi per la sua partecipazione ai singoli episodi e rilievi sulla temporalità della carica di legale rappresentante; 4) vari profili di vizio di motivazione e richiesta di annullamento della misura.
La decisione
I ricorsi sono stati rigettati. Il Collegio ha ritenuto infondati i motivi: in tema di competenza territoriale ha condiviso la valutazione del Tribunale del riesame secondo cui il luogo di consumazione dell'art. 452-quaterdecies c.p. si individua dove emerge la reiterazione delle condotte e, sulla base degli elementi di fatto (sede legale in Rondissone, consistenti trasporti e conferimenti in Piemonte, clienti principalmente piemontesi e lombardi, movimentazioni e domicilio fiscale in Piemonte), ha giudicato corretta l'attribuzione della competenza al distretto di Torino; quanto alle esigenze cautelari, il Tribunale ha esaminato le posizioni individuali e motivato la sussistenza del pericolo di reiterazione sulla base dell'esperienza, della capacità organizzativa e della rete di rapporti degli indagati, e ha correttamente ritenuto neutra/incidentalmente rilevante la scelta difensiva di avvalersi della facoltà di non rispondere; in ordine alla correlazione tra traffico illecito di rifiuti e associazione per delinquere, la Corte ha confermato la distinzione normativa e condiviso la motivazione del Tribunale secondo cui nel caso concreto l'associazione criminale aveva un programma più ampio e duraturo, comprensivo di reati tributari e autoriciclaggio, con struttura stabile, dunque sussistente. È stato inoltre osservato che l'aggravante di cui all'art. 61-bis non incide sul giudizio cautelare e che la rinuncia al ricorso fatta in nome di Ruggiero risultava viziata per mancanza di procura speciale. Conseguentemente i ricorsi sono stati rigettati e le misure confermate.
Norme richiamate
art. 452-quaterdecies c.p. (ex art. 260 d.lgs. 152/2006)
Il reato si concretizza in una pluralità di operazioni di traffico illecito di rifiuti mediante attività organizzate; il luogo di consumazione si individua dove avviene la reiterazione delle condotte illecite (criterio guida per la competenza territoriale)
art. 51, comma 3-bis, c.p.p.
Prevede la funzione attrattiva della competenza distrettuale per determinate fattispecie; il giudice del riesame del capoluogo può essere ritenuto competente quando emerge un collegamento con il distretto in cui si sono concretamente reiterate le condotte rilevanti
art. 416 c.p.
La configurabilità dell'associazione per delinquere richiede una organizzazione strutturata e un programma criminoso indeterminato e durevole; non basta la mera sovrapposizione con il reato di traffico illecito di rifiuti
art. 9 c.p.p.
Stabilisce criteri per l'individuazione del luogo di manifestazione del reato; i criteri oggettivi vanno preferiti e i criteri sussidiari sono residui quando quelli oggettivi non risultino applicabili
art. 16 c.p.p.
Consente l'uso di criteri alternativi per determinare la competenza territoriale quando i parametri ordinari non sono applicabili; richiamato in tema di competenza
art. 61-bis c.p.
Circostanza aggravante contestata: la Corte ha ricordato che la sua valutazione non incide direttamente sul giudizio cautelare e, nel merito, il Tribunale non ha ravvisato elementi tali da escluderla, ma la sua disamina non era decisiva per la misura
art. 444 c.p.p.
Richiamato rispetto alla citata definizione con sentenza ai sensi dell'art. 444 nel procedimento che ha determinato la sopravvenuta carenza di interesse, rilevando però il difetto di procura nella rinuncia
art. 23, comma 8, D.L. n.137/2020
Norma processuale richiamata in ordine al rito o alla modalità di trattazione del ricorso; indicata la trattazione ai sensi di tale disposizione
Massime di principio
- Per i reati di attività organizzate finalizzate al traffico illecito di rifiuti la competenza territoriale si individua dove si è realizzata la reiterazione delle condotte (es. luogo dei numerosi trasporti e conferimenti), non esclusivamente dove si sono predisposti documenti falsi
- La presenza di attività documentale in una sede diversa (es. Casoria) non è di per sé sufficiente a spostare la competenza se la maggior parte delle operazioni materiali e la rete commerciale si svolgono in altro distretto
- La scelta difensiva di avvalersi della facoltà di non rispondere non è automaticamente decisiva contro l'indagato; può essere considerata in modo incidentale ma non sostituisce la motivazione fondata su elementi indiziari specifici
- Il pericolo di reiterazione può essere motivato sulla base della capacità organizzativa, esperienza e rete di rapporti degli indagati; il sequestro di beni non elimina automaticamente il rischio se gli indagati conservano competenze e contatti
- Per configurare l'associazione per delinquere è necessaria una struttura organizzativa e un programma criminoso duraturo e indeterminato; la mera reiterazione di operazioni illecite (traffico di rifiuti) può non essere sufficiente
- Le circostanze aggravanti che non incidono direttamente sulla misura cautelare possono essere ritenute non determinanti ai fini del riesame cautelare
- Le rinunce o atti processuali compiuti dal difensore richiedono le procure speciali previste dalla legge per essere efficaci; la mancanza di procura speciale può rendere inefficace la rinuncia
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