Cassazione Civile, Ordinanza n. 13380/2024 del 15/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (parte intimata)
La controversia
Nel giudizio di legittimità era stata pronunciata un'ordinanza che, nel rigettare il ricorso, aveva condannato la parte soccombente al pagamento delle spese processuali con distrazione in favore del procuratore dichiaratosi antistatario. L'avvocato, che aveva proposto il ricorso in proprio e quale difensore della curatela del fallimento, ha chiesto la correzione di errore materiale della precedente ordinanza sostenendo di aver indicato la distrazione per mero errore e domandando l'eliminazione, sia dalla motivazione sia dal dispositivo, della statuizione sulle spese in favore del difensore antistatario. Le controparti intimate non hanno svolto difese.
La decisione
La Corte ha rigettato la domanda di correzione di errore materiale. Ha ritenuto che la statuizione sulle spese con distrazione al procuratore antistatario fosse perfettamente coerente con la richiesta già formulata negli atti e con l'unica domanda condizionante il giudizio proveniente dal difensore del fallimento. Non essendovi alcuna divergenza tra volontà del giudice e sua rappresentazione grafica, mancavano i presupposti per la correzione. Nulla è stato disposto sulle spese del procedimento di correzione, poiché le controparti non si sono difese.
Massime di principio
- La correzione di errore materiale è ammissibile solo quando vi sia una reale discrasia tra la volontà decisoria del giudice e la sua esternazione nel provvedimento; non è invece utilizzabile per modificare una statuizione che rispecchi coerentemente la richiesta formulata in giudizio.
- La domanda di correzione non può essere accolta se la censura mira, in sostanza, a rimuovere una conseguenza processuale derivante da una richiesta già ritualmente proposta dalla parte o dal suo difensore, in assenza di un errore meramente materiale del provvedimento.
- La distrazione delle spese in favore del difensore antistatario, quando sia stata richiesta ed accolta nel provvedimento, non integra di per sé un errore materiale correggibile se la decisione è conforme alla rappresentazione grafica della volontà del giudice.
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