Sentenza del 16/07/2020 n. 15168 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Notifica di avviso di accertamento per il 2003 (IRPEF, IVA, IRAP) basato su processo verbale della Guardia di Finanza: omessa dichiarazione di redditi da fabbricati e ricostruzione induttiva di maggior reddito d'impresa sulla base di spese e movimentazioni bancarie ritenute incompatibili col reddito dichiarato. La contribuente ha contestato l'accertamento sostenendo di non aver potuto svolgere attività d'impresa per precarie condizioni di salute e giustificando la provvista di somme con apporto del convivente (presunta vincita al lotto nel 1999) e con somme rientrate dall'estero tramite dichiarazioni riservate (c.d. scudo fiscale). In primo grado e in appello il ricorso è stato rigettato; la contribuente ha impugnato in Cassazione su vari motivi (novità in appello, carenza/insufficienza motivazionale, errata applicazione della disciplina sul rientro dei capitali).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che: (1) la deduzione per la prima volta in appello della vincita del convivente integra un 'nova' ed è preclusa ai sensi dell'art. 57 D.Lgs. 546/1992; (2) la CTR ha motivato correttamente il rigetto dell'eccezione sulle condizioni di salute della contribuente, ritenendo che la nozione fiscale di reddito d'impresa (art. 55 TUIR) possa comprendere attività con impegno fisico limitato e che le disponibilità finanziarie e le evidenze non giustificassero l'esclusione di reddito d'impresa; (3) la disciplina sullo scudo fiscale (art. 14 DL 350/2001) preclude accertamenti solo relativamente alle somme effettivamente oggetto di rimpatrio e la CTR ha rilevato che le movimentazioni contestate risultano per lo più successive alle dichiarazioni di rientro e che le somme scudate (circa Euro 449.987) sono state computate dall'Ufficio; (4) alcune questioni sollevate richiedevano un riesame di fatti e prove di merito, non consentito in sede di legittimità. Spese di giudizio a carico della ricorrente.
Norme richiamate
Decreto Legislativo n. 546/1992, art. 57
Vieta la proposizione in appello di domande o eccezioni nuove che mutino il tema della decisione; la Corte ha ritenuto preclusa l'allegazione in appello della vincita del convivente come 'nova' non ammissibile.
Codice di procedura civile, art. 360 (motivi di cassazione)
Gli articoli invocati (comma 1, nn. 1,3,4,5) riguardano i vizî di legittimità; la Corte ha valutato l'assenza di violazioni di diritto o carenza motivazionale rilevante alla stregua dei capi denunciati.
Decreto Legge n. 350/2001, art. 14 (scudo fiscale)
L'effetto preclusivo dell'accertamento si applica limitatamente agli imponibili rappresentati dalle somme o attività rientrate dall'estero e oggetto di rimpatrio; la Corte ha ritenuto legittimo escludere dal recupero a tassazione le movimentazioni riferite alle somme regolarizzate e ha considerato il timing dei rientri rispetto alle movimentazioni.
TUIR - art. 55
La nozione fiscale di reddito d'impresa è più ampia della nozione civilistica e può comprendere attività con impegno fisico non necessariamente intenso; la CTR ha fatto riferimento a questa definizione per ritenere possibile la produzione di reddito d'impresa anche in presenza di precarie condizioni di salute.
Codice civile - art. 2195
Riferimento alla definizione civilistica di impresa per confronto; la Corte ha distinto la nozione civilistica da quella fiscale (art. 55 TUIR) per giustificare la valutazione del giudice di merito.
Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, art. 54 (menzione storico-normativa)
Citato come novellazione successiva alla controversia; la Corte ha applicato la normativa vigente ratione temporis (prima della novella).
D.P.R. n. 115/2002, art. 13
Norma richiamata in relazione al contributo unificato; la Corte ha dato atto degli obblighi contribuzionali della ricorrente per il giudizio di legittimità.
Massime di principio
- Non è ammesso introdurre in appello fatti o eccezioni nuovi che amplino il tema del giudizio (nova): tali questioni devono essere proposte in primo grado; se l'eccezione non è stata allegata nel ricorso introduttivo, il giudice d'appello può dichiararla inammissibile.
- La nozione fiscale di reddito d'impresa (art. 55 TUIR) è più ampia di quella civilistica: la capacità lavorativa ridotta non esclude automaticamente la produzione di reddito d'impresa, specie se dagli elementi risulta disponibilità economica e capacità di produrre ricavi con impegno fisico limitato.
- Le somme regolarizzate mediante dichiarazioni riservate (scudo fiscale) precludono accertamenti solo limitatamente alle somme effettivamente rientrate e oggetto di rimpatrio; il tempismo del rimpatrio rispetto alle movimentazioni bancarie è rilevante: somme rientrate successivamente non possono giustificare spese/operazioni anteriori.
- In sede di cassazione non è possibile un nuovo esame del materiale probatorio di merito: critiche che richiedano la rivalutazione delle prove e dei conti sono inammissibili se mirano al sindacato sul fatto.
- Se il contribuente intende giustificare disponibilità altrui (es. apporto di convivente, vincite, rientro capitali), tali fatti devono essere tempestivamente e chiaramente allegati e documentati nel primo grado per essere efficaci in giudizio.
- La motivazione del giudice di merito va valutata alla stregua della logicità e coerenza: una valutazione non manifestamente illogica o contraddittoria non è sindacabile in cassazione rispetto ad asserite carenze motivazionali.
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