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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24376/2023 del 07/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduce l'astrattezza della motivazione con cui la Quarta Sezione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione: sostiene che la sentenza della Corte non abbia preso posizione su plurime questioni sollevate in appello e in cassazione, tra cui contraddizioni interne alle dichiarazioni dei collaboratori, la tenuta logica del provvedimento alla luce di presunti travisamenti, dichiarazioni "liberatorie" rese dall'Ispettore di P.S., il trattamento sanzionatorio, il mancato confronto tra il devolutum e la sentenza impugnata (anche con riferimento al contenuto delle intercettazioni) e l'incertezza circa la tipologia della sostanza contestata.

La decisione

Il ricorso straordinario è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che la Quarta Sezione abbia effettuato una valutazione complessiva e motivata delle questioni sollevate, dichiarando la manifesta infondatezza dei motivi di ricorso e non omettendo l'esame di profili rilevanti. Richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite, il Collegio ha escluso che si tratti di un errore di fatto percettivo rimediabile con l'art. 625-bis c.p.p., ma di valutazioni di merito (errori di giudizio) non sindacabili con il ricorso straordinario. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, artt. 73 e 74

    Norme sostanziali che disciplinano i reati di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti e le aggravanti contestate; sulla base di tali disposizioni era fondata la condanna di merito.

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio del ricorso straordinario è limitato alla correzione di errori di fatto o di percezione; non ammette la sindacabilità di valutazioni di merito o errori di giudizio.

  • Sez. U, n. 18651 del 26/03/2015 (Moroni)

    in tema di ricorso straordinario, qualora la causa dell'errore non sia identificabile esclusivamente in una fuorviata rappresentazione percettiva e la decisione abbia comunque contenuto valutativo, non è configurabile un errore di fatto, bensì di giudizio, come tale escluso dall'orizzonte del rimedio previsto dall'art. 625-bis cod. proc. pen.

    Principio secondo cui solo gli errori riconducibili a una percezione fuorviata possono essere rimediati con il ricorso straordinario; le valutazioni con contenuto valutativo escluso dal rimedio.

  • Sez. 2, n. 28513 del 18/06/2019 (Lampada)

    Chiarisce che il ricorso straordinario è ammissibile in caso di omesso esame di motivi non manifestamente infondati e potenzialmente decisivi; in assenza di tale omissione il ricorso è inammissibile.

  • Sez. 6, Ord. n. 28424 del 23/06/2022 (Spadini)

    Conferma l'orientamento che limita l'ambito di sindacato del ricorso straordinario, escludendo la revisione delle valutazioni probatorie e degli errori di giudizio.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è ammesso solo per errori di fatto o di percezione: mere critiche alla valutazione del giudice di merito (errori di giudizio) non rendono il ricorso ammissibile.
  • Se la Corte di legittimità (o la sezione che decide sulla inammissibilità) dimostra di aver valutato compiutamente i motivi e li ritiene manifestamente infondati, il ricorso straordinario è destinato al rigetto.
  • Per avere successo è necessario dimostrare omissioni specifiche e non meramente generiche o un'insussistenza percettiva degli elementi di fatto (ad es. errori materiali o sviste percettive), oppure che il motivo non è stato esaminato e non è manifestamente infondato e può essere decisivo.
  • Le contestazioni di contraddizioni nelle dichiarazioni dei collaboratori o di travisamento probatorio devono essere tradotte in elementi che provino un errore percettivo o omissione dell'esame: la sola discordanza argomentativa non basta.
  • Impugnazioni che lamentano 'astrattezza' della motivazione devono specificare quali passaggi sono omessi o quali valutazioni sono sfuggite per poter rientrare nell'ambito di sindacato consentito al ricorso straordinario.

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