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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8434/2023 del 24/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Potenza (04/11/2022) con cui era stato accolto il riesame proposto da Antonio Di Giuseppe e annullato il decreto del G.I.P. (01/08/2022) che aveva convalidato il sequestro preventivo d'urgenza finalizzato alla confisca per equivalente relativo a due ipotesi di autoriciclaggio (capi D ed E). Il Tribunale aveva ritenuto assente il fumus del reato di autoriciclaggio (mancanza del "quid pluris" idoneo a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa, trattandosi di pagamenti tracciati e giustificati per l'attività edilizia) e carente la motivazione sul periculum in mora. Il Procuratore aveva impugnato sostenendo violazione dell'art. 648-ter.1 c.p. e che la motivazione sul periculum fosse meramente apparente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto con un unico motivo non consentito. Nel merito la Corte ha ritenuto che il Tribunale di Potenza non abbia violato i principi applicabili: il giudice di riesame può svolgere una valutazione sommaria del fumus e ha correttamente escluso l'elemento materiale dell'autoriciclaggio, in quanto mancava il "quid pluris" idoneo a ostacolare concretamente l'identificazione della provenienza delittuosa, posto che le somme risultavano tracciate e utilizzate per pagamenti documentati nell'attività aziendale. La censura sulla motivazione del periculum in mora è stata assorbita. Conseguenza pratica: resta ferma l'ordinanza del Tribunale che aveva annullato il decreto del G.I.P. e disposto la restituzione dei beni sequestrati; il ricorso del Procuratore viene respinto (inammissibile).

Norme richiamate

  • art. 648-ter.1 cod. pen.

    Definizione dell'autoriciclaggio: l'impiego, trasferimento o sostituzione di proventi di un delitto non colposo è rilevante solo se vi è un "quid pluris" idoneo a ostacolare concretamente l'identificazione della provenienza delittuosa; valutazione dell'idoneità ex ante.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Regime del ricorso per cassazione avverso ordinanze di riesame di misure cautelari reali: è ammessa la cassazione per violazione di legge ma con i limiti e le fattispecie consentite (es. mancata o apparente motivazione).

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le ordinanze del giudice del riesame sulle misure cautelari reali; il controllo della Cassazione è limitato a profili di legge previsti dall'art. 325.

  • art. 606, lett. e) cod. proc. pen.

    Ricorso per cassazione per illogicità manifesta della motivazione: principio che l'illogicità manifesta non rientra nel concetto di "violazione di legge" consentita dall'art. 325 e deve essere dedotta con il relativo motivo specifico.

Massime di principio

  • Per integrare l'autoriciclaggio non basta il semplice reinvestimento del profitto: è necessario un "quid pluris" concreto idoneo a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita (valutazione ex ante sulla base degli elementi disponibili al momento).
  • La tracciabilità delle operazioni e l'utilizzo delle somme per pagamenti documentati relativi all'attività imprenditoriale possono essere elementi determinanti per escludere il fumus dell'autoriciclaggio.
  • Nel riesame delle misure cautelari reali il giudice compie una valutazione sommaria del fumus e del periculum; decisioni che motivano chiaramente questa valutazione non sono agevolmente sindacabili in Cassazione se non sotto i ristretti profili di legge ammessi.
  • In Cassazione il ricorso avverso ordinanze di riesame è soggetto a limiti formali: sono consentite solo le censure ammesse dall'art. 325 (es. mancanza o apparente motivazione); l'illogicità manifesta va dedotta con il motivo specifico previsto dall'art. 606 lett. e).
  • Sul periculum in mora: il provvedimento cautelare deve contenere motivazione sufficiente circa il rischio di dissipazione o di resa inidonea della confisca; tuttavia, argomentazioni del G.I.P. sulla necessità di impedire ulteriori trasferimenti possono risultare idonee se adeguatamente riferite agli elementi concreti.

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