Cassazione Penale, Sentenza n. 21053/2022 del 30/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato l'istanza di sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. La difesa deduce violazione di legge e vizio di motivazione (artt. 274 e 275 c.p.p.), lamentando la mancata valutazione dell'attualità del pericolo di reiterazione: in particolare si evidenziava il tempo trascorso dai fatti e il fatto che, al momento dell'esecuzione della custodia in carcere, il ricorrente era sottoposto ad arresti domiciliari senza violarli
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che la doglianza sul rilievo del tempo tra commissione dei fatti e applicazione della misura fosse inconferente, poiché il ricorso concerneva una richiesta di revoca/sostituzione (non l'applicazione iniziale della misura): nella fase di revoca vale solo il tempo intercorrente dall'applicazione/esecuzione della misura (eventuali fatti sopravvenuti ai sensi dell'art. 299 c.p.p.). I giudici hanno inoltre ritenuto congrua la motivazione del Tribunale del riesame circa la persistenza del pericolo di reiterazione, richiamando elementi relativi alla personalità dell'imputato (fornitura di rifornimenti a detenuti, commissione di furto aggravato dopo condanna con sospensione condizionale) e il breve lasso temporale (circa due mesi e mezzo) tra esecuzione della custodia e istanza di sostituzione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e il provvedimento è stato trasmesso alla cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
Codice di procedura penale, art. 274
Il requisito dell'attualità del pericolo è necessario per la custodia cautelare; richiede una valutazione prognostica del rischio di reiterazione, con motivazione più approfondita quanto maggiore è la distanza temporale dai fatti
Codice di procedura penale, art. 275
Norme relative alla revoca e alla sostituzione delle misure cautelari; la valutazione in sede di revoca richiede una nuova verifica, ma non può riaprire il giudicato cautelare sui fatti già valutati all'applicazione
Codice di procedura penale, art. 299
Rilevanza dei fatti sopravvenuti: ai fini della revoca/sostituzione può assumere rilievo solo il tempo e gli eventi successivi all'applicazione/esecuzione della misura originaria
Codice di procedura penale, art. 94 disp. att. c.p.p.
Adempimenti della cancelleria relativi all'esecuzione dei provvedimenti e alla liquidazione delle spese processuali; menzionato per gli obblighi successivi al dispositivo
Codice penale, artt. 416, 624, 625, 629
Sono i reati contestati all'indagato (associazione a delinquere e reati contro il patrimonio/altre fattispecie indicate): costituiscono il fondamento della misura cautelare applicata
Massime di principio
- Nelle richieste di revoca o sostituzione della misura cautelare non è possibile riaprire la valutazione originaria inerente al tempo intercorrente tra commissione del reato e prima applicazione della misura: rileva solo il periodo successivo all'applicazione/esecuzione della misura e gli eventuali fatti sopravvenuti
- Il mero decorso di un breve periodo (es. alcuni mesi) durante l'esecuzione della misura non è di per sé sufficiente a dimostrare l'attenuazione delle esigenze cautelari; è necessario provare elementi significativi che mostrino il venir meno o l'affievolimento del pericolo
- La condotta tenuta dal soggetto prima e dopo l'applicazione della misura (comportamento durante arresti domiciliari, eventuali ulteriori condotte illecite, precedenti) resta fattore centrale nella valutazione del rischio di reiterazione
- Al giudice che rigetta la sostituzione è richiesto di fornire una motivazione congrua e specifica sulla pericolosità concreta e sull'attualità del pericolo, con riferimento alla personalità, alle modalità della condotta e al contesto socio-ambientale
- La difesa che invoca la sostituzione deve provare il mutamento del quadro di esigenze cautelari attraverso fatti sopravvenuti o elementi concreti; la mera affermazione riguarda l'inadeguatezza dell'originaria valutazione non è sufficiente
- L'esito negativo del ricorso può comportare la condanna alle spese processuali a carico dell'istante
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