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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47659/2024 del 31/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per la declaratoria di inammissibilità dell\'istanza di revisione proposta da Antonio Saraco. Il ricorrente contestava che la Corte di appello avesse oltrepassato un mero vaglio preliminare entrando nel merito delle cosiddette "prove nuove". Le prove nuove depositate consistevano in dichiarazioni rese a seguito di indagini difensive da Giuseppe Ranieri e Antonio Papaleo, trascrizioni di due colloqui fra familiari dei soggetti coinvolti e la sentenza della Corte di appello di Catanzaro che aveva revocato la confisca disposta ex art. 12-sexies d.l. n. 306/1992. La difesa sosteneva che tali elementi dimostravano l\'assenza di responsabilità di Saraco, essendo egli estraneo agli incontri nei quali erano state formulate le richieste estorsive, avendo rapporti amichevoli con entrambe le parti e mostrando disinteresse per la gestione del porto.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il motivo, confermando che la Corte di appello ha correttamente svolto un vaglio preliminare, non meramente formale, sulle prove nuove. Ha osservato che le dichiarazioni offerte erano rese da soggetti estranei agli incontri decisivi e non attinenti ai fatti specifici che hanno determinato la condanna, e che la revoca della confisca da parte della Corte di appello di Catanzaro era fondata su elementi diversi e quindi non incidente sulla decisione di colpevolezza. La Corte ha sottolineato che la condanna si basava su accertamenti diretti della condotta del ricorrente mentre i novità prodotte costituivano elementi di contorno incapaci di capovolgere il quadro probatorio. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • D.L. n. 306/1992, art. 12-sexies

    art. 12-sexies D.L. 306/1992

    La revoca della misura di confisca disposta in sede diversa non incide automaticamente sulla validità della condanna penale se la decisione sulla confisca è stata adottata sulla base di elementi distinti rispetto a quelli che hanno sostenuto la responsabilità penale; pertanto l\'annullamento della confisca non costituisce di per sé prova nuova dirimente ai fini della revisione della condanna.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez.5, n. 1969 del 20/11/2020 (Rv. 280405)

    Sez.5, n.1969/20/11/2020, Rv. 280405

    In sede di revisione è richiesta una delibazione non superficiale, sebbene sommaria, degli elementi nuovi: il controllo preliminare deve valutare anche in astratto profili di non persuasività, incongruenza o non decisività degli elementi offerti per la revisione.

  • Elaborazione giurisprudenziale sulla nozione di "prova nuova"

    La "prova nuova" deve essere tale da poter ragionevolmente incidere sul giudizio di colpevolezza; elementi meramente di contorno, dichiarazioni di soggetti estranei o informazioni che non riguardano direttamente i fatti specifici di condanna sono, in linea di principio, insufficienti per ammettere la revisione.

Massime di principio

  • In una istanza di revisione occorre proporre "prove nuove" che siano idonee, nel loro complesso, a mettere in discussione il convincimento probatorio che ha retto la condanna; prove meramente collateralmente rilevanti o rese da soggetti estranei agli eventi decisivi difficilmente sono decisive.
  • Il giudice chiamato a vagliare l\'ammissibilità della revisione effettua un controllo preliminare non meramente formale: può compiere una valutazione sommaria della persuasività e della congruenza degli elementi nuovi, al fine di escludere le istanze manifestamente infondate.
  • La revoca o modifica di provvedimenti amministrativi o di misure patrimoniali (es. confisca) pronunciati in sedi diverse non determina automaticamente la revisione della condanna penale se i relativi provvedimenti si fondano su elementi distinti rispetto a quelli che hanno portato alla condanna.
  • Se la condanna si basa su accertamenti diretti della condotta (elementi specifici e diretti), l\'offerta di elementi che descrivono solo i rapporti generali tra le parti o che forniscono un contesto non direttamente collegato ai fatti contestati ha ridotta efficacia ai fini della revisione.
  • Le dichiarazioni rese in fase di indagini difensive e le trascrizioni di colloqui vanno valutate nella loro rilevanza rispetto ai fatti specifici oggetto della sentenza; se non attengono direttamente agli incontri o alle condotte contestate, possono essere considerate non decisive.

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