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Sentenza

Sentenza n. 1823/2026 - Torino, Sezione 2

per l'annullamento della determinazione dirigenziale n. -OMISSIS- in data -OMISSIS- del Comune di Asti, con la quale è stata disposta l’acquisizione al patrimonio del Comune dell’area sulla quale insistono le opere abusive; della determinazione dirigenziale n. -OMISSIS- in data -OMISSIS- del Comune di Asti, con la quale è stata rigettata la domanda di condono edilizio presentata in data -OMISSIS-;

Giustizia amministrativa202500145

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di condono edilizio e acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'area sulla quale insistono opere abusive

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato due risalenti determinazioni del Comune di Asti: il diniego di una domanda di condono edilizio relativa a una batteria di servizi igienici prefabbricati e a un box in lamiera zincata, realizzati senza permesso di costruire, e il provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'area di sedime. Ha dedotto la violazione dell'art. 31 del d.P.R. n. 380 del 2001, dell'art. 32 del d.l. n. 269 del 2003 e dell'art. 1 della legge n. 308 del 2004, nonché il difetto di motivazione. La ricorrente ha dichiarato di agire quale figlia del proprietario degli immobili, detenuto in carcere, e quale occupante degli stessi, ma non ha provato il rapporto di filiazione né allegato un autonomo titolo di legittimazione all'impugnazione. Il Comune ha eccepito il difetto di legittimazione attiva, nonché l'irricevibilità del ricorso, chiedendone comunque il rigetto nel merito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione attiva, senza esaminare i vizi dedotti contro il diniego di condono e il provvedimento di acquisizione. I provvedimenti erano rivolti al proprietario del terreno e dei manufatti abusivi, unico soggetto individuato come destinatario e titolare della posizione incisa. La ricorrente non ha dimostrato di essere la figlia del proprietario e, in ogni caso, non ha indicato un diverso titolo autonomo di legittimazione a ricorrere. Il giudice ha richiamato il principio secondo cui nel processo amministrativo non è consentita la sostituzione processuale, collegando la legittimazione e l'interesse a ricorrere all'art. 100 c.p.c., applicabile tramite l'art. 39 c.p.a. Le spese, liquidate in euro 3.000 oltre accessori se dovuti, sono state poste a carico della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La norma è stata invocata dalla ricorrente in relazione agli effetti dell'abuso edilizio e all'acquisizione gratuita dell'area, ma il giudice non ne ha esaminato il merito per il difetto di legittimazione attiva.

  • art. 32 d.l. 269/2003

    La norma è stata invocata con riferimento alla domanda di condono edilizio, senza essere esaminata nel merito a causa dell'inammissibilità del ricorso.

  • art. 1 legge 308/2004

    La norma è stata indicata tra quelle asseritamente violate, ma il relativo motivo non è stato scrutinato per il difetto di legittimazione attiva.

  • art. 100 c.p.c.

    La legittimazione e l'interesse a ricorrere sono ricondotti agli ordinari principi dell'interesse ad agire, applicabili al processo amministrativo.

  • art. 39 c.p.a.

    Il rinvio esterno consente l'applicazione al processo amministrativo dei principi dell'art. 100 c.p.c.; da ciò il giudice ricava l'esclusione della sostituzione processuale non prevista.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso proposto contro provvedimenti edilizi indirizzati al proprietario dell'immobile quando il ricorrente non dimostri un autonomo titolo di legittimazione e si limiti ad allegare un rapporto familiare o la mera occupazione del bene.
  • Nel processo amministrativo la legittimazione a ricorrere richiede la titolarità di una posizione giuridica propria, differenziata e direttamente incisa dall'atto impugnato; non è consentito agire in sostituzione del destinatario del provvedimento in assenza di una specifica base legale.
  • L'omessa dimostrazione del titolo dal quale il ricorrente assume di derivare la legittimazione, unita alla mancata allegazione di una posizione autonoma incisa dall'atto, comporta la declaratoria di inammissibilità senza esame dei motivi di merito.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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