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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16051/2023 del 14/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Giudice di Pace di Milano del 13/04/2022 che aveva condannato il ricorrente a €10.000 per il reato di cui all'art. 14, comma 5-ter D.Lgs. 286/1998 (contravvenzione all'ordine di allontanarsi dal territorio nazionale entro sette giorni). I motivi del ricorso prospettano: (i) violazione di legge rispetto agli artt. 178, 179 e 420-bis c.p.p. per assenza di effettiva conoscenza della celebrazione del processo da parte dell'imputato, atteso che la notifica del decreto di citazione a giudizio era stata effettuata al domicilio eletto presso il difensore d'ufficio dove il ricorrente non aveva instaurato alcun rapporto professionale; (ii) vizio di motivazione circa la dichiarazione di responsabilità in relazione alla presunta violazione del provvedimento di allontanamento.

La decisione

Il ricorso è stato accolto con riferimento al primo motivo. La Corte ha ritenuto che la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio, nell'immediatezza dell'identificazione e senza ulteriori elementi che dimostrino un rapporto effettivo tra avvocato e imputato, non sia idonea a provare l'effettiva conoscenza della celebrazione del processo. Alla luce della giurisprudenza delle Sezioni Unite, il domicilio deve essere "efficace", "serio" e "reale" per consentire di ritenere che l'imputato si sia volontariamente sottratto al giudizio. Pertanto la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Giudice di Pace di Milano per nuovo giudizio, previa verifica dell'idoneità del domicilio eletto o esecuzione delle necessarie ricerche per assicurare la conoscenza del processo all'imputato.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 286/1998, art. 14, comma 5-ter

    Norma che disciplina la contravvenzione per la violazione dell'ordine di allontanamento dal territorio nazionale; è il fatto-reato per cui era stato condannato il ricorrente.

  • Codice di procedura penale, artt. 178, 179 e 420-bis

    Le norme attengono alla materiale modalità delle notificazioni e alle conseguenze dell'assenza dell'imputato; la Corte interpreta che le disposizioni richiedono l'effettiva conoscenza del processo da parte dell'imputato prima di poter procedere in sua assenza e che la mera elezione di domicilio in fase di indagini non è sufficiente se non fosse "efficace".

  • Giurisprudenza delle Sezioni Unite (es. Sez. U., n. 23948/2019 Ismail Darwish; Sez. U., n. 28912/2019 Innaro)

    Principio consolidato secondo cui l'elezione di domicilio deve essere reale ed effettiva ("efficace", "seria", "reale") per ritenere che l'imputato abbia avuto conoscenza della celebrazione del processo; in mancanza la dichiarazione di assenza e il prosieguo del giudizio in contumacia non sono conformi al diritto.

Massime di principio

  • La mera elezione di domicilio presso un difensore d'ufficio, operata in fase di identificazione o indagini preliminari, non prova in automatico l'effettiva conoscenza della celebrazione del processo da parte dell'imputato.
  • Per procedere validamente in assenza dell'imputato il giudice deve accertare che il domicilio eletto sia "efficace, serio e reale" e che esista un collegamento concreto tra la persona e il luogo indicato.
  • Se non emergono elementi che dimostrino un rapporto effettivo con il difensore presso il cui studio è stata effettuata la notifica, la difesa può ottenere l'annullamento della sentenza e il rinvio per un nuovo giudizio.
  • La Procura e gli uffici che curano le notifiche devono adottare cautele supplementari (ulteriori ricerche, notifiche direttamente all'imputato o a domicilio effettivo) quando il domicilio è stato eletto in occasione dell'identificazione e non appare comprovato un rapporto professionale continuativo con il difensore.
  • In difesa è consigliabile documentare l'assenza di rapporti con il difensore d'ufficio e chiedere al giudice di verificare l'effettiva ricezione degli atti prima di dichiarare l'imputato contumace.

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