Cassazione Penale, Sentenza n. 01580/2026 del 14/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente eccepiva che la Corte di cassazione, con la sentenza impugnata n. 21874/25, non avrebbe adeguatamente valutato la censura relativa alla qualificazione giuridica delle originarie imputazioni: secondo la difesa le condotte ascritte avrebbero dovuto essere riconsiderate nella loro riconducibilità al reato di concussione ex art. 317 cod. pen. (anziché ad altra fattispecie, es. art. 319‑quater), e il giudice di rinvio non avrebbe verificato correttamente i riscontri probatori per ciascun episodio
La decisione
Il Collegio ha dichiarato il ricorso inammissibile perché mirava a proporre questioni già dedotte e adeguatamente esaminate nella decisione impugnata. La Corte ha ritenuto che la sentenza impugnata avesse dato corretto avvio al principio enunciato nella sentenza rescindente n. 29944/22 e che il giudice di rinvio avesse effettivamente esaminato, episodio per episodio, i concreti elementi probatori (videoriprese, intercettazioni, dichiarazioni delle persone offese ecc.) utili a verificare la sussumibilità nella fattispecie di concussione ex art. 317 cod. pen. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende
Norme richiamate
Norma invocata come base per il ricorso straordinario; la Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile ai sensi dell'assetto procedurale previsto, perché riproposizione di questioni già esaminate
art. 317 cod. pen. (concussione)
La qualificazione delle condotte è stata riferita al delitto di concussione ex art. 317; la Corte e il giudice di rinvio hanno verificato, per ogni episodio, la sussistenza degli elementi costitutivi di tale fattispecie sulla base dei riscontri probatori
Norma alternativa richiamata implicitamente nella discussione sulla corretta qualificazione giuridica; la Corte ha confermato l'impostazione secondo cui le condotte dovevano essere inquadrate nello schema dell'art. 317 e non dell'art. 319‑quater, salvo verifica probatoria puntuale
Sentenza n. 29944 del 6 luglio 2022 (Corte di cassazione)
Decisione rescindente che aveva disposto il rinvio al giudice di merito con l'indicazione di verificare, episodio per episodio, l'effettiva sussistenza dei requisiti della fattispecie contestata; la Corte, nella sentenza impugnata, ha ritenuto che il giudice di rinvio abbia rispettato tale mandato
Massime di principio
- Un ricorso per cassazione è inammissibile se si limita a riproporre questioni già esaminate e decise dalla decisione impugnata senza apportare nuovi profili rilevanti
- Quando la Corte di legittimità dispone l'annullamento con rinvio, il giudice di merito è tenuto a verificare puntualmente, per ogni episodio, gli elementi probatori a supporto della qualificazione giuridica; se tale verifica è documentata, la Cassazione tende a considerarla eseguita e a dichiarare inammissibili successive doglianze sulla stessa materia
- Nelle questioni di qualificazione tra reati (es. art. 317 vs art. 319‑quater) occorre dimostrare concretamente che siano mancati gli accertamenti probatori essenziali o che le valutazioni di merito siano irragionevoli o manifestamente illogiche; mere affermazioni generiche non sono sufficienti
- Per evitare l'inammissibilità, il ricorso deve contenere motivi nuovi o mostrare vizi formali/di diritto specifici nella decisione impugnata; è utile indicare puntualmente quali elementi probatori non sarebbero stati considerati e perché la valutazione di merito sarebbe errata
- Il ricorrente corre il rischio di condanna alle spese e ad ammende quando il ricorso è giudicato manifestamente infondato o inammissibile; valutare attentamente prospettive e novità della doglianza prima di proporre impugnazioni ulteriori
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