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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41738/2025 del 30/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello che aveva riformato l'assoluzione di primo grado e li aveva ritenuti responsabili, insieme a Paulin Prendi, per reati connessi alla vendita di un'autovettura (riciclaggio, truffa e falso). Hanno sollevato quattro motivi principali: (1) vizio di motivazione e travisamento della prova con riferimento al riciclaggio (contestando l'interpretazione delle dichiarazioni di Mario Norgini e la valutazione della sua buona fede); (2) errata qualificazione giuridica del fatto, sostenendo che i fatti al più integrano il reato di ricettazione e non di riciclaggio; (3) mancata ammissione di prove decisive richieste dalla difesa (testimonianza e perizia grafica sulle firme), con richiamo a profili costituzionali e convenzionali; (4) violazione delle norme sulla competenza territoriale (eccezione di incompetenza già sollevata in primo grado), lamentando carenza motivazionale della Corte d'appello sul punto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha ritenuto fondata la doglianza che chiedeva la riqualificazione delle condotte dei ricorrenti da riciclaggio a ricettazione, perché non sussistevano elementi sufficienti a provare un previo accordo dei Norgini con Prendi circa la modificazione e l'utilizzo di pezzi di vettura rubata. Per questo motivo la sentenza impugnata è annullata in relazione alla qualificazione e al trattamento sanzionatorio, con rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Torino per la rideterminazione della pena. Nel resto il ricorso è dichiarato inammissibile: il primo motivo (valutazione della buona fede e prova) è stato ritenuto manifestamente infondato alla luce della valutazione di merito; il terzo motivo (ammissione di prove) è manifestamente infondato perché le prove richieste non erano rilevanti rispetto alla nuova qualificazione; il quarto (competenza territoriale) è infondato. Conseguentemente la affermazione di responsabilità (per i profili non annullati) è dichiarata irrevocabile, salvo la riqualificazione operata e il rinvio per la determinazione della sanzione.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    La Corte ribadisce i limiti dei motivi ammissibili in Cassazione: non è consentito un riesame libero del merito o l'invocazione generica di profili costituzionali/ECHR; le doglianze devono essere ricondotte alle lettera previste dall'art. 606

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata dai ricorrenti per censurare la valutazione della prova: la Corte osserva che non è idonea a superare i limiti di ammissibilità del ricorso per motivi di merito in cassazione

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Richiamato nella doglianza sui vizi di motivazione relativi alla tipizzazione del reato; la Corte non ritiene che la sola invocazione di norme processuali possa sostituire i limiti del sindacato di legittimità

  • art. 25 Cost.

    Invocato nel contesto della questione di competenza territoriale; la Corte ritiene infondata la doglianza che si fonda su carenza motivazionale quando la soluzione di diritto è corretta

  • art. 4, 9, 16 del codice di procedura

    Richiamati nella discussione sulla competenza processuale; la Cassazione sottolinea che la competenza si valuta alla stregua della contestazione del pubblico ministero e non di ricostruzioni difensive alternative

  • art. 117 Cost.

    Richiamato nel ragionamento sull'utilizzabilità della Convenzione europea (ECHR): le norme convenzionali sono fonti interposte e la loro invocazione diretta in cassazione è possibile solo nei limiti in cui integrino una questione di costituzionalità

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è sede per un riesame libero della valutazione delle prove: i motivi che mirano a una diversa lettura del fatto sono in larga parte inammissibili o destinati a fallire
  • Per ottenere la riqualificazione del fatto (es. da riciclaggio a ricettazione) è necessario che manchino elementi probatori che dimostrino un previo accordo o la partecipazione dolosa all'attività di occultamento; la mera inverosimiglianza della versione difensiva non è sempre sufficiente a provare un accordo criminale
  • Le eccezioni di competenza territoriale vanno valutate rispetto all'imputazione formulata dal pubblico ministero; un vizio di motivazione del giudice di merito sulla competenza non è rilevante in Cassazione se la soluzione di diritto è corretta
  • Non è possibile dedurre in Cassazione la violazione diretta di norme costituzionali o della Convenzione EDU come motivo autonomo: tali profili possono al più fondare una questione di legittimità costituzionale o essere usati in ricorso solo in specifici presupposti
  • Le richieste istruttorie (testimonianze, perizie) devono essere connesse in modo decisivo ai punti decisivi del processo: l'ammissibilità va valutata alla luce della rilevanza probatoria rispetto alla fattispecie concretamente contestata
  • In situazioni simili, la difesa dovrebbe concentrare i motivi su vizi di diritto chiari e su travisamento della prova ben circostanziato (non su una generica diversa valutazione delle emergenze probatorie), e, se mira a una riqualificazione, dimostrare l'assenza di elementi probatori del dolo necessario per la fattispecie più grave

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