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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24657/2024 del 13/09/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (condomino)

La controversia

Un condomino aveva convenuto in giudizio il condominio chiedendo il ripristino dello stato dei luoghi e il risarcimento dei danni asseritamente subiti dal proprio immobile a causa dei lavori di ripristino della facciata affidati dal condominio a un'impresa appaltatrice. Il condominio si era difeso contestando la domanda, aveva proposto domanda riconvenzionale per oneri condominiali non pagati e aveva chiesto di essere manlevato dall'appaltatrice. In appello il danneggiato otteneva il risarcimento, posto in solido a carico del condominio e dell'impresa. Il condominio ricorreva per cassazione con dodici motivi, lamentando: introduzione in appello di una domanda nuova; difetto di legittimazione attiva del condomino; vizi della motivazione e del ricorso alla CTU e al materiale fotografico; insussistenza della prova del danno e del nesso causale; erronea valutazione delle dichiarazioni testimoniali; mancata considerazione della condotta del danneggiato e del suo inadempimento ai pagamenti condominiali; erronea affermazione della responsabilità solidale del condominio; mancato accoglimento della manleva; erronea interpretazione del contratto di appalto; omessa considerazione del caso fortuito e dei doveri del condomino. La Corte di cassazione ha ritenuto infondato o inammissibile ciascun motivo e ha confermato la decisione di merito.

La decisione

La Corte ha rigettato integralmente il ricorso del condominio, confermando la sentenza di appello che aveva condannato in solido il condominio e l'impresa appaltatrice al risarcimento dei danni in favore del proprietario dell'immobile danneggiato, e aveva altresì mantenuto ferma la condanna del condomino per i contributi condominiali non versati. Le spese del giudizio di legittimità sono state poste a carico del ricorrente; è stato inoltre dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 345 c.p.c.

    la Corte esclude che vi fosse una domanda nuova in appello, perché la domanda originaria di ripristino e risarcimento conteneva già, in sostanza, la richiesta di rimborso delle spese di riparazione sopravvenute

  • art. 132 c.p.c.

    invocato per vizio di motivazione e omessa pronuncia; la Corte ritiene le censure in parte inammissibili e in parte infondate

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    richiamato ai fini della motivazione della sentenza, ma le censure non colgono la ratio decidendi

  • art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5, c.p.c.

    la Corte ribadisce i limiti del sindacato di legittimità su motivazione, errori di diritto e omesso esame di fatti decisivi

  • art. 116 c.p.c.

    la violazione è censurabile in cassazione solo entro limiti ristretti; nel caso concreto la doglianza non li rispetta

  • art. 1218 c.c.

    richiamato nei motivi, ma non decisivo ai fini dell'accoglimento

  • art. 1223 c.c.

    richiamato nei motivi sulla prova e quantificazione del danno

  • art. 1227, comma 1, c.c.

    la condotta del danneggiato può incidere sul nesso causale e sulla responsabilità del custode quando costituisca causa esclusiva o concorrente del danno

  • art. 1322 c.c.

    richiamato nel motivo sull'interpretazione della clausola di manleva; la Corte ricorda che in cassazione non basta proporre un'interpretazione diversa

  • artt. 1362, 1363, 1366 c.c.

    i canoni ermeneutici vanno specificamente indicati e la parte deve spiegare in che modo il giudice se ne sia discostato

  • art. 1655 c.c.

    richiamato per qualificare il rapporto di appalto e i riflessi sulla responsabilità

  • art. 1665 c.c.

    richiamato nel motivo sulla manleva

  • art. 1669 c.c.

    richiamato nei motivi sulla responsabilità da lavori appaltati, ma la Corte fonda la decisione soprattutto sull'art. 2051 c.c.

  • art. 2043 c.c.

    richiamato nei motivi, ma la Corte afferma che la responsabilità del custode è oggettiva e non richiede l'individuazione di una colpa specifica

  • art. 2049 c.c.

    richiamato nei motivi, senza che la censura incida sulla ratio della decisione

  • art. 2051 c.c.

    la responsabilità del custode è oggettiva; basta la prova del nesso causale tra cosa custodita e danno, e il custode si libera solo provando il caso fortuito o l'efficacia causale esclusiva/concorrente di fatti naturali, del terzo o del danneggiato

  • art. 2697 c.c.

    richiamato in relazione all'onere probatorio sulla prova del danno e del nesso causale

  • art. 2712 c.c.

    richiamato in relazione al valore probatorio del materiale fotografico

  • art. 2727 c.c.

    richiamato per le presunzioni semplici utilizzate nella ricostruzione del danno

  • art. 2729 c.c.

    richiamato per la valutazione degli indizi; la Corte ritiene che il giudice di merito abbia operato una valutazione complessiva non censurabile

  • art. 111 Cost.

    la motivazione della sentenza impugnata è ritenuta sufficiente a superare il minimo costituzionale

  • art. 65 ord. giud.

    richiamato per ribadire l'interpretazione consolidata dell'art. 2051 c.c. data dalla giurisprudenza di legittimità e delle Sezioni Unite

  • art. 2 Cost.

    il dovere generale di ragionevole cautela del danneggiato viene ricondotto al principio di solidarietà

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    richiamato per il raddoppio del contributo unificato nei ricorsi proposti dopo il 30 gennaio 2013

Massime di principio

  • La domanda di condanna al ripristino dello stato dei luoghi e quella al risarcimento del danno possono essere lette come alternative e non necessariamente cumulative; se il danno viene riparato in corso di causa, la richiesta di rimborso delle spese sostenute per il ripristino non integra, di per sé, una domanda nuova in appello.
  • Nel giudizio di legittimità la censura di difetto di legittimazione attiva o di titolarità del diritto deve essere specifica e autosufficiente, oltre a confrontarsi con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
  • La consulenza tecnica di parte ha valore di allegazione difensiva; tuttavia, il materiale fotografico allegato può essere utilizzato dal giudice di merito come fonte documentale, se corroborato da altri elementi istruttori e dalla consulenza tecnica d'ufficio.
  • La prova del danno e del nesso causale può essere desunta da una valutazione complessiva delle risultanze probatorie, anche mediante presunzioni e regola del 'più probabile che non', ed è insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione non apparente.
  • La responsabilità da cosa in custodia ex art. 2051 c.c. è oggettiva: il danneggiato deve provare il rapporto causale tra cosa e danno, mentre il custode si libera solo provando il caso fortuito o l'efficacia causale esclusiva o concorrente di fatti naturali, di terzi o del danneggiato, secondo i criteri di prevedibilità e ragionevole cautela.
  • Ai fini dell'esclusione della responsabilità del custode, la condotta della vittima assume rilievo solo se, per intensità causale, costituisce causa esclusiva o comunque idonea a interrompere il nesso eziologico; non basta invocare una generica inerzia o una astratta prevedibilità del comportamento del danneggiato.
  • Per denunciare in cassazione la violazione dei canoni di interpretazione contrattuale è necessario indicare puntualmente le norme violate e spiegare in che modo il giudice di merito se ne sia discostato; non è sufficiente proporre una lettura alternativa della clausola.
  • La critica alla decisione di merito sulla ripartizione della custodia tra committente e appaltatore deve confrontarsi con l'accertamento fattuale secondo cui la cosa, per sua natura e per il tipo di lavori, rimane nella materiale disponibilità del committente.
  • La condotta del danneggiato e il suo eventuale inadempimento ad obblighi diversi rispetto al fatto dannoso non rilevano automaticamente come caso fortuito o come causa esclusiva del sinistro, se non viene dimostrato il loro effettivo nesso causale con l'evento di danno.

Come è indicizzato

MaterieParti comuniImpugnazioniProveSpese di liteResponsabilità da cose e animaliAppalto
RamiCondominioProcesso civileResponsabilità civileContratti
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNesso di causalitàBuona fede e correttezza

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