Cassazione Penale, Sentenza n. 424/2022 del 11/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza della Corte d'Appello di Torino che aveva confermato la responsabilità penale dell'imputato per omicidio colposo aggravato (art. 589, comma 3 cod. pen.) per avere, alla guida di un autocarro, urtato una Mercedes in panne causando la morte di Tabucchi Giuseppina. Il ricorrente deduceva tre motivi: 1) vizio di legge e motivazione rispetto alla qualificazione della guida sotto l'effetto di stupefacenti (art. 187 c.1 Dlgs 285/92), sostenendo che la perizia d'ufficio aveva escluso stato di alterazione e che non vi erano elementi sintomatici rilevabili; contestava l'uso di elementi indiziari (ritrovamenti di THC e spinello) per affermare consumo abituale e quindi alterazione al momento dell'incidente; 2) vizio di motivazione relativamente alla violazione della regola cautelare di cui all'art. 141 C.d.S., perché la Corte territoriale avrebbe fissato arbitrariamente una velocità prudenziale di 70 km/h e non avrebbe valutato adeguatamente la mancata segnalazione della vettura in panne (triangolo, giubbotti); 3) mancanza del nesso causale tra l'urto e la morte della persona offesa, sostenendo che la caduta dal guard-rail fosse avvenuta per cause antecedenti al sinistro (autopsia e posizione del corpo).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la decisione di merito. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità sia limitato alla verifica della presenza di un apparato argomentativo logico nella motivazione del giudice di merito e non consenta una rivalutazione dei fatti. Quanto allo stato di alterazione per stupefacenti, la Cassazione ha ritenuto legittima la scelta dei giudici del merito di accogliere la consulenza tecnica del PM (valorizzando il valore ematico di Thc di 1,8 mg/ml rilevato circa quattro ore dopo l'incidente e la letteratura che lo collega a un'assunzione avvenuta prima del sinistro) e di respingere la perizia favorevole alla difesa per i limiti del suo fondamento fattuale. Sulle regole di comportamento (art. 141 C.d.S.) e sul nesso causale la Corte ha ritenuto la motivazione della Corte d'Appello coerente e logica: la velocità del veicolo (circa 90 km/h) non adeguata alle condizioni (notte, pioggia, fondo viscido, carico) avrebbe reso prevedibile l'evento e una velocità moderata avrebbe potuto consentire l'evitamento dell'impatto; inoltre la tesi difensiva della caduta precedente al sinistro è priva di riscontri probatori. Il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 589 cod. pen., comma 3
Articolo invocato in relazione all'omicidio colposo con contestazione di responsabilita' aggravata. La Corte d'Appello ha ritenuto sussistente la colpa grave (negligenza, imprudenza, imperizia) e la rilevanza causale della condotta di guida rispetto al decesso.
art. 187 D.Lgs. 285/1992, comma 1
Norma che sanziona la guida sotto l'effetto di stupefacenti. La Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il convincimento del giudice di merito che ha valorizzato le risultanze tossicologiche e la consulenza del PM per affermare l'alterazione psico-fisica del conducente al momento del sinistro.
art. 141 Codice della Strada
Norma sulla prescrizione di adeguare la velocita' alle condizioni di tempo e luogo. La Corte ha confermato che il mancato adeguamento della velocita' (ca. 90 km/h su fondo bagnato, notte, carico) era rilevante e prevedibile e avrebbe potuto evitare o attenuare l'evento.
art. 140 Codice della Strada, commi 1,2,3 e 8
Norme richiamate relative agli obblighi di comportamento in situazioni di veicolo in panne e di segnalazione. La Corte territoriale ha ritenuto che, pur in assenza di segnalazioni da parte dei soggetti sulla vettura in panne, la responsabilita' del conducente che non adegua la velocita' e' comunque fondante del giudizio di colpa.
art. 15 lett. a) Codice della Strada
Richiamo alle regole generali di circolazione e segnalazione. La violazione delle disposizioni di comportamento stradale e la loro valutazione rientrano nella ricostruzione del giudice di merito come elementi della colpa.
Massime di principio
- In Cassazione il sindacato e' limitato alla verifica della presenza di una motivazione logica e coerente: non e' possibile chiedere una rivalutazione fattuale delle prove se il giudice di merito ha dato adeguata motivazione.
- Sul tema dell'alterazione da stupefacenti il giudice di merito puo' preferire la consulenza dell'accusa rispetto a quella della difesa se motiva le ragioni della scelta e confronta le tesi: risultati tossicologici, tempi di prelievo e letteratura scientifica possono essere decisivi.
- La regola cautelare di adeguamento della velocita' (art. 141 C.d.S.) impone al conducente di prevedere e tenere conto del comportamento imprudente di altri quando questo rientra nel limite della prevedibilita'; velocita' eccessiva rispetto a condizioni di pioggia, visibilita e carico integrano colpa gravemente rilevante.
- La prova del nesso di causalita' tra urto e decesso richiede che la tesi alternativa sia sorretta da riscontri probatori concreti: mere supposizioni non sono idonee a scalfire la ricostruzione del giudice di merito.
- In controversie che coinvolgono perizie tecniche, e' cruciale che la difesa contesti specificamente i presupposti fattuali delle perizie avverse e produca elementi contraddittori rilevanti; il semplice dissenso teorico e' insufficiente davanti a motivazioni tecniche coerenti.
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