Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12400/2026 del 02/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Venezia che aveva confermato il decreto di sequestro probatorio di reperti archeologici (la "Serie di oggetti Tonolo-Dametto") nel procedimento penale a carico della TONOLO per violazione dell'art. 180 d.lgs. n. 42/2004 (inosservanza dell'ordine di consegna). La ricorrente deduce: (1) errore di diritto nella presunzione che i beni archeologici appartengano sempre allo Stato, richiamando gli artt. 10, comma 3, 91, comma 1 e 13 d.lgs. n. 42/2004 e documentazione della Soprintendenza che attesterebbe la titolarità del padre e la successiva acquisizione ereditaria e/o usucapione da parte sua; (2) violazione del dovere di motivazione relativamente alla richiesta di disapplicazione dell'ordine di consegna, anche per via del richiamo a norme obsolete (L. 364/1909) abrogate; (3) carenza di motivazione sulle esigenze probatorie e sull'inesistenza del pericolo di deterioramento, posto che la ricorrente avrebbe rispettato le prescrizioni della Soprintendenza.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: l'ordinanza impugnata è stata annullata per carenza e apparenza della motivazione. La Corte ha rilevato che il Tribunale non ha affrontato le argomentazioni difensive relative alla possibile titolarità privata dei beni (art. 10 e art. 13 d.lgs. 42/2004) e non ha considerato l'abrogazione della L. 364/1909 da parte del d.lgs. 112/2008. Inoltre è stata riscontrata totale carenza di motivazione sulle esigenze probatorie che giustificassero il mantenimento del sequestro quando il reato contestato era esclusivamente l'inosservanza dell'ordine di consegna. Per questi motivi la Corte ha annullato l'ordinanza e ha rinviato il procedimento per nuovo giudizio al Tribunale di Venezia ai sensi dell'art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 42 del 2004 - art. 10, comma 3

    Riconosciuta la possibilità che beni culturali siano di proprietà privata; la Corte rileva che il Tribunale non ha valutato le risultanze difensive che sostenevano la titolarità privata.

  • d.lgs. n. 42 del 2004 - art. 13

    La dichiarazione di interesse culturale ha funzione vincolistica sull'uso e circolazione dei beni e non ha effetto traslativo della proprietà; tale carattere è stato richiamato dalla difesa e non adeguatamente considerato dal Tribunale.

  • d.lgs. n. 42 del 2004 - art. 91, comma 1

    Richiamato dalla difesa come ulteriore norma di settore utile a valutare la possibile proprietà privata dei beni; la Corte ha ritenuto che il Tribunale non abbia affrontato tali argomentazioni.

  • d.lgs. n. 42 del 2004 - art. 180

    Norma penale che sanziona l'inosservanza dell'ordine di consegna di beni culturali; è il reato contestato alla ricorrente e la motivazione del sequestro doveva essere rapportata alle esigenze probatorie rispetto a tale contestazione.

  • cod. proc. pen. - art. 322

    Base procedurale per la richiesta di riesame (strumento con cui il Tribunale è stato adito); menzionato nel procedimento di riesame cui la ricorrente aveva ricorso.

  • cod. proc. pen. - art. 324, comma 5

    Norma invocata per la competenza e la modalità di rinvio: la Corte ha annullato l'ordinanza e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale ai sensi di tale disposizione.

  • Legge n. 364 del 1909

    Richiamata dalla Soprintendenza/Amministrazione per sostenere presunta titolarità statale ma, come osservato dalla difesa e dalla Corte, tale legge è stata abrogata e non poteva costituire fondamento automatico per l'attribuzione di proprietà allo Stato.

  • d.lgs. n. 112 del 2008 - art. 24 e allegato A

    Individua l'abrogazione della L. 364/1909; la Corte segnala che il Tribunale non ha considerato l'effetto abrogativo nel valutare la fondatezza delle pretese statali sulla proprietà dei beni.

Massime di principio

  • La dichiarazione di interesse culturale (art. 13 d.lgs. 42/2004) non equivale automaticamente a trasferimento della proprietà allo Stato: essa impone vincoli sull'uso e circolazione, ma la titolarità può rimanere privata e va valutata sulla base di documenti e prove specifiche.
  • Quando la proprietà è contestata con documentazione (anche proveniente dalla Soprintendenza), il giudice che conferma un sequestro probatorio è tenuto a confrontare e motivare espressamente il rigetto delle argomentazioni difensive.
  • Non è legittimo fondare provvedimenti restrittivi su norme abrogate (es. L. 364/1909) senza considerare l'effetto abrogativo di successivi provvedimenti (es. d.lgs. 112/2008); il giudice deve valutare lo stato di vigenza delle norme richiamate.
  • Il sequestro probatorio richiede una motivazione specifica circa le esigenze probatorie e il concreto pericolo di alterazione o dispersione dei beni; se il reato contestato è solo l'inosservanza di un ordine di consegna, il mantenimento dei beni in sequestro deve essere adeguatamente giustificato.
  • La mancata o apparente motivazione integra motivo di annullamento in Cassazione e comporta spesso il rinvio per nuovo esame alla corte territoriale competente.
  • Se esistono rimedi amministrativi o giurisdizionali (es. ricorso al TAR) avviati dall'interessato rispetto a provvedimenti di consegna o vincolo, il giudice penale deve tenerne conto nella valutazione complessiva delle misure cautelari sui beni.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.