Sentenza n. 2087/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza del CONSIGLIO DI STATO - SEZ. VI n. 10239/2023, resa tra le parti, ordinanza di demolizione del comune di Scafati
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata il 9 febbraio 2026. Non è stata esaminata la legittimità dell'ordinanza di demolizione né la fondatezza dei motivi d'appello. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate per giusti motivi.
Atto impugnato: Sentenza del Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 10239/2023, relativa a un'ordinanza di demolizione del Comune di Scafati
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'appellante ha proposto impugnazione avverso la sentenza del Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 10239/2023, resa in una controversia riguardante un'ordinanza di demolizione adottata dal Comune di Scafati. Dal testo non emergono i motivi specifici dell'appello. Nel corso del giudizio l'appellante ha depositato una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa in udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non attribuisce a tale disposizione uno specifico ruolo nella declaratoria di improcedibilità.
Massime di principio
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione consente di dichiarare improcedibile l'appello quando l'interesse alla pronuncia non risulta più attuale.
- La dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse definisce il giudizio senza esaminare nel merito i motivi di impugnazione.
- In presenza di giusti motivi, il giudice amministrativo può compensare integralmente le spese di giudizio anche quando l'appello è dichiarato improcedibile.
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