Cassazione Penale, Sentenza n. 28601/2022 del 20/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l\'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere per il reato di tentato omicidio. Il ricorrente deduceva violazione degli artt. 274 e 275 c.p.p., denunciando che il Tribunale del riesame non aveva adeguatamente rivalutato il quadro cautelare e aveva motivato in modo apparente con tecnica del "copia e incolla", ignorando novità probatorie (consulenza tecnica di parte) e non considerando circostanze favorevoli alla difesa quali il tempo trascorso in custodia, l\'incensuratezza, la personalità positiva, la scelta del rito alternativo e gli interrogatori utili a ridimensionare le esigenze cautelari.
La decisione
La Corte rigetta il ricorso. Rileva il principio che in sede di appello contro il rigetto della richiesta di modifica/revoca della misura il Tribunale deve limitarsi a verificare se l\'ordinanza impugnata abbia adeguatamente valutato i fatti nuovi idonei a modificare il quadro indiziario o cautelare; non è richiesta una nuova valutazione globale. La consulenza di parte non contraddice la dinamica contestata né riduce in modo decisivo la gravitas indiziaria, soprattutto alla luce della reiterazione della condotta violenta verso la vittima. Perciò non sussistono sopravvenienze tali da rendere inadeguata la custodia cautelare in carcere. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell\'art. 616 c.p.p. e dispone gli adempimenti di cancelleria ai sensi dell\'art. 94, comma I-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
art. 310 cod. proc. pen.
Norma che disciplina il procedimento e l\'effetto devolutivo dell\'appello contro le misure cautelari; richiamata per descrivere la competenza del Tribunale nel riesame
art. 274 cod. proc. pen.
Norma relativa alle impugnazioni in generale richiamata dal ricorrente per vizio di motivazione; la Corte non ha ritenuto fondata la censura di omissione di valutazione
art. 275 cod. proc. pen.
Norma sulle modalità di impugnazione ed effetti; richiamata nel motivo di cassazione ma la Corte ha confermato i limiti del sindacato in appello
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che disciplina la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto; applicata dalla Corte
art. 94, comma I-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Disposizione sull\'adempimento di cancelleria dopo la pronuncia; la Corte ha ordinato gli adempimenti previsti
Massime di principio
- In appello contro il rigetto di una richiesta di modifica/revoca di misura cautelare il giudice non deve riesaminare ex novo la sussistenza delle condizioni di applicazione della misura, ma verificare se l\'ordinanza impugnata abbia considerato adeguatamente i fatti nuovi idonei a mutare il quadro cautelare
- Per essere decisiva ai fini cautelari, la "novità" probatoria deve incidere in modo apprezzabile sul quadro indiziario o sulle esigenze cautelari; consulenze di parte che non escludono la dinamica contestata non sono in genere sufficienti
- La mera elencazione di argomenti difensivi (tempo trascorso in custodia, incensuratezza, intenzione di riti alternativi, consulenze private) senza dimostrare come concretamente attenuino le esigenze cautelari non obbliga il giudice a sostituire la misura
- Il giudizio sulla persistenza delle esigenze cautelari si concentra sulla gravità del fatto, sulle modalità di esecuzione e sulla personalità dell\'indagato; elementi nuovi devono essere di portata tale da invertire la prognosi cautelare
- In casi analoghi, la difesa deve puntare a documentare specificamente e con chiarezza tecnica e probatoria in che modo il novum incide sulla valutazione del pericolo di reiterazione, di inquinamento probatorio o di fuga, non limitandosi a contestare la motivazione emessa dal giudice
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