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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12480/2023 del 24/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di rinvio della Corte di appello di Firenze che li ha ritenuti responsabili del reato di riciclaggio (art. 648-bis c.p.) relativo all'impiego di somme trasferite dalla società offshore Progtune Advantage Ltd. su conti corrente intestati ai due imputati e utilizzate per acquistare una villa a San Casciano. Le censure contestano: (1) vizio di motivazione sulla mancata prova della provenienza illecita delle somme e sulla presunta inversione dell'onere della prova; (2) vizio di motivazione sulla mancata prova del dolo/consapevolezza degli imputati; (3) errata applicazione della fattispecie di riciclaggio e mancata riqualificazione in ricettazione o in concorso in autoriciclaggio; (4) omissione dell'assunzione di prova decisiva (testimonianza del direttore di banca Franciosi); (5) violazione del divieto del ne bis in idem per precedente giudizio a San Marino. Sterlino deduce inoltre che la condotta avrebbe dovuto essere qualificata come concorso in autoriciclaggio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati o inammissibili. Ha confermato la valutazione di merito secondo cui la provenienza illecita delle somme risulta logicamente provata in base alla compresenza di elementi indizianti (reati contestati a Kalinichenko, ammontare dei profitti, utilizzo di una società offshore e trasferimenti su conti intestati ai ricorrenti, acquisto dell'immobile a nome della Matsneva e condotte volte a eludere i controlli). La Cassazione ha ritenuto non invertito l'onere della prova, ha affermato che il dolo può risultare da elementi indicativi e dal comportamento complessivo, che la condotta contestata era idonea a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita (quindi integrava riciclaggio) e che la testimonianza del direttore di banca non sarebbe stata decisiva sul thema probandum. Quanto al ne bis in idem, la Corte ha escluso la sua operatività rispetto a sentenze di Stati terzi e ha rilevato l'assenza di idem factum rispetto al procedimento sanmarinese. Rimangono confermate le condanne per riciclaggio così come rideterminate in sede di rinvio (pena detentiva ridotta e sospensione condizionale della pena detentiva).

Norme richiamate

  • art. 648-bis cod. pen.

    Disciplina il reato di riciclaggio: la Corte interpreta la norma nel senso che integra il reato anche l'operazione volta a rendere piu' difficile l'accertamento della provenienza del denaro; non e' richiesto che la tracciabilita' sia definitivamente impedita, e l'elemento soggettivo puo' risultare da circostanze indizianti e dall'omessa indicazione della provenienza

  • art. 648-ter.1 cod. pen.

    Norma sull'autoriciclaggio: la Corte ricorda che l'autoriciclaggio e' configurabile solo quando l'illecito venga posto in essere dall'autore del reato presupposto; nel caso in esame i ricorrenti non erano autori dei reati presupposto e pertanto non si applica l'autoriciclaggio

  • art. 110 cod. pen.

    Concorso di persone nel reato: richiamato come principio generale per la valutazione del ruolo degli imputati nell'insieme delle condotte

  • art. 117 cod. pen.

    Mutamento del titolo del reato: il ricorso alla modifica della qualificazione non e' ritenuto necessario né corretta la qualificazione alternativa prospettata dai ricorrenti alla luce dei fatti accertati

  • art. 50 Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea (ne bis in idem)

    Il principio non puo' essere invocato per condanne pronunciate da uno Stato terzo non appartenente all'UE; inoltre la Corte rileva l'assenza di idem factum tra il procedimento sanmarinese e quello italiano

  • art. 4 Protocollo n. 7 CEDU

    Richiamato nel contesto del divieto del doppio processo nell'area del Consiglio d'Europa ma la Corte sottolinea l'operativita' limitata al caso in cui i fatti siano coincidenti nel territorio della parte contraente

  • art. 10 Cost.

    Richiamato nella giurisprudenza citata circa i rapporti di diritto internazionale e l'operativita' di principi generali; la Corte nota che il divieto di bis in idem non e' principio generale del diritto internazionale automaticamente applicabile

Massime di principio

  • La provenienza illecita delle somme puo' essere provata anche attraverso un concatenarsi di indici (reati dell'autore presunto, uso di societa' offshore, trasferimenti su conti intestati a terzi, acquisto di beni a nome di prestanome) senza che sia necessario individuare puntualmente il crimine presupposto o i singoli offesi
  • L'elemento soggettivo del reato di riciclaggio puo' risultare da circostanze indiziarie e dall'omessa o non credibile spiegazione sulla provenienza dei fondi; non e' richiesta la prova diretta del dolo
  • Per integrare il riciclaggio e' sufficiente che la condotta sia idonea a ostacolare o rendere piu' difficoltosa l'identificazione della provenienza illecita; non occorre che la tracciabilita' sia definitivamente impedita
  • L'autoriciclaggio e' configurabile solo quando il soggetto che compie l'operazione e' l'autore del reato presupposto; se il soggetto ha solo agevolato il titolare dei proventi si configura riciclaggio, non autoriciclaggio
  • Il divieto del ne bis in idem richiamato dalla Carta UE o dalla CEDU non opera automaticamente con riguardo a sentenze pronunciate da Stati terzi e va verificata la coincidenza materiale dei fatti (idem factum) tra i procedimenti
  • La mancata assunzione di una testimonianza e' rilevante in cassazione solo se quella prova, se acquisita, avrebbe sicuramente determinato una diversa decisione; la rilevanza va valutata rispetto al thema probandum effettivo

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