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Sentenza

Sentenza n. 2376/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'accertamento - della illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sull'istanza di riconoscimento presentata dal ricorrente;

Giustizia amministrativa202508103

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sull'istanza di riconoscimento di un titolo conseguito all'estero

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (richiedente riconoscimento)

Prevale il privato

La controversia

La parte ricorrente ha agito per l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia ministeriale rispetto a un'istanza diretta al riconoscimento di un titolo conseguito all'estero. Ha dedotto la sussistenza dell'obbligo dell'amministrazione di concludere il procedimento e la scadenza del termine generale previsto dalla legge n. 241 del 1990. Il giudice ha ritenuto integrati i presupposti del silenzio-inadempimento, consistenti nell'esistenza di un obbligo di provvedere a fronte di un'istanza privata e nell'inutile decorso del termine procedimentale. È stata inoltre proposta una domanda risarcitoria, respinta per insufficienza degli elementi probatori relativi agli elementi soggettivi della responsabilità.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda relativa al silenzio, accertando l'inerzia dell'amministrazione e ordinando al Ministero di adottare un provvedimento espresso sull'istanza entro 120 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, se anteriore. Ha precisato che l'amministrazione deve concludere il procedimento anche qualora ritenga l'istanza irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata, salvo i casi limite di palese pretestuosità, poiché non può restare inerte. In caso di perdurante inottemperanza è stato nominato commissario ad acta il dirigente generale preposto alla direzione generale competente, senza facoltà di delega e senza compenso, con un ulteriore termine di 120 giorni. La domanda di risarcimento del danno è stata respinta per carenza di sufficienti elementi probatori sugli elementi soggettivi della fattispecie. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.500, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • legge n. 241/1990

    Il termine generale di conclusione del procedimento è inutilmente decorso; a fronte di un'istanza privata e dell'obbligo di provvedere, l'amministrazione deve adottare un provvedimento espresso.

Massime di principio

  • La sussistenza del silenzio-inadempimento richiede l'esistenza di un obbligo dell'amministrazione di provvedere su un'istanza privata e l'inutile scadenza del termine procedimentale applicabile.
  • A fronte di una formale istanza, l'amministrazione deve concludere il procedimento con un provvedimento espresso anche quando ritenga la domanda irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata, salvo i casi limite di palese pretestuosità.
  • L'accertamento dell'inerzia consente al giudice di ordinare all'amministrazione di provvedere entro un termine determinato e di nominare, per l'eventuale perdurante inottemperanza, un commissario ad acta.
  • La domanda risarcitoria connessa al silenzio non può essere accolta in assenza di sufficienti elementi probatori relativi agli elementi soggettivi della responsabilità.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiIstruzione e universitàProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad actaRisarcimento del danno da attività amministrativa

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