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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20268/2025 del 30/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che la censura fosse meramente rivalutativa sulla finalità di spaccio e che la decisione di merito fosse adeguatamente motivata sulla base di più dati fattuali. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Firenze del 9 aprile 2024. Dall'ordinanza emerge che il ricorso censurava, in sostanza, la valutazione compiuta dai giudici di merito in punto di finalità di spaccio, sostenendo una lettura alternativa dei dati fattuali. La Corte di cassazione ha però rilevato che la doglianza era meramente rivalutativa e non si confrontava criticamente con la motivazione della sentenza impugnata, la quale risultava coerente e fondata sulla valorizzazione di plurimi elementi di fatto.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è ammissibile un motivo di ricorso che si risolva nella mera richiesta di rivalutazione del fatto o delle prove, quando la sentenza impugnata sia sorretta da motivazione coerente e non manifestamente illogica.
  • La censura sulla destinazione della condotta a fini di spaccio deve confrontarsi con la motivazione del giudice di merito e non può limitarsi a opporre una lettura alternativa degli elementi di fatto valorizzati in sentenza.
  • La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, nei casi previsti, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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