Sentenza del 13/05/2016 n. 9839 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
La Provincia impugnava per cassazione la sentenza della CTR Toscana che aveva confermato l'annullamento della cartella di pagamento di euro 146.277,44 relativa alla TOSAP 1999. Contestava, da un lato, l'omessa motivazione della sentenza e, dall'altro, sosteneva che l'eventuale nullità della notifica dell'avviso di accertamento, eseguita presso una filiale anziché presso la sede legale della società, fosse stata sanata dalla successiva impugnazione dell'atto da parte di T. Italia. La Provincia contestava inoltre che la CTR avesse riesaminato il merito della pretesa, nonostante l'avviso fosse divenuto definitivo per il mancato deposito del ricorso tributario.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso della Provincia. I primi due motivi sono stati dichiarati inammissibili perché fondati su quesiti di diritto generici, inconferenti rispetto alla motivazione effettiva della CTR o privi della necessaria sintesi del fatto controverso. Il terzo motivo è stato dichiarato assorbito. La Corte ha quindi lasciato ferma la decisione della CTR, che aveva annullato la cartella sia per la mancata valida notifica dell'avviso di accertamento presupposto, sia perché il criterio di calcolo della TOSAP basato sui singoli segmenti di rete era illegittimo. Le spese del giudizio di legittimità sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
Art. 366-bis c.p.c.
Nel regime temporale applicabile, il ricorso per cassazione doveva concludersi con quesiti di diritto specifici e pertinenti alla decisione impugnata; un quesito generico o inconferente equivale, ai fini dell'inammissibilità, alla sua mancanza.
Artt. 112 e 132 c.p.c.
Sono richiamati in relazione alla dedotta omessa pronuncia e alla necessità che la sentenza indichi le ragioni della decisione. La censura della Provincia è stata però ritenuta inammissibile per genericità del quesito.
Artt. 145, 156 e 160 c.p.c.
Riguardano, rispettivamente, la notificazione alle persone giuridiche e gli effetti della sanatoria delle notificazioni nulle. La Corte non ha esaminato nel merito la tesi della Provincia, poiché il motivo era inammissibile e non coglieva la reale ratio decidendi della CTR.
Art. 60 del D.P.R. n. 600/1973
È richiamato per la disciplina delle notificazioni degli atti tributari. La controversia era incentrata sulla validità della notifica dell'avviso di accertamento presso una filiale anziché presso la sede legale.
Artt. 19, 21 e 22 del D.Lgs. n. 546/1992
Sono richiamati in tema di impugnabilità degli atti tributari, termini e modalità di proposizione e deposito del ricorso. La Corte non ha accolto le censure della Provincia, ritenendo comunque inammissibili i quesiti perché non pertinenti alla motivazione della sentenza impugnata.
Art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5, c.p.c.
Individua i motivi di ricorso per cassazione invocati dalla Provincia, relativi a violazione di legge, nullità della sentenza e vizio motivazionale. La censura motivazionale è stata ritenuta non adeguatamente sviluppata e formulata con riferimento al parametro normativo errato.
Disciplina della TOSAP
La Corte ha confermato l'illegittimità del criterio adottato dall'ente locale per calcolare la tassa sulla base dei singoli segmenti di rete, in conformità alla propria giurisprudenza precedente.
Massime di principio
- Nel processo tributario, la notifica dell'atto impositivo presupposto deve rispettare le regole applicabili al destinatario; una notifica presso una sede periferica può essere contestata se non garantisce la corretta conoscenza legale dell'atto.
- La successiva conoscenza di fatto o l'impugnazione dell'atto possono assumere rilievo ai fini della sanatoria della notificazione, ma la relativa questione deve essere dedotta con motivi pertinenti e confrontarsi con la specifica ratio decidendi della sentenza impugnata.
- Il ricorso per cassazione deve individuare con precisione l'errore commesso dal giudice di merito. Quesiti generici, astratti, multipli ma non pertinenti o privi della necessaria sintesi possono determinare l'inammissibilità del motivo.
- Quando la sentenza di merito si fonda anche sull'inammissibilità o genericità dell'appello, il ricorrente deve contestare specificamente tale autonoma ragione decisoria; non è sufficiente discutere soltanto il merito della pretesa tributaria.
- L'annullamento della cartella può conseguire alla mancata valida notifica dell'avviso di accertamento presupposto, soprattutto quando l'atto non abbia acquisito efficacia secondo le regole processuali applicabili.
- In materia di tributi locali, il criterio di quantificazione della tassa deve rispettare la disciplina normativa e gli orientamenti consolidati della giurisprudenza; un metodo di calcolo basato su parametri non previsti o non correttamente interpretati può rendere illegittima la pretesa.
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