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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46887/2022 del 12/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Torino che aveva rigettato l'appello volto a ottenere la sostituzione della custodia cautelare in carcere (applicata per omicidio premeditato con sevizie e crudeltà commesso il 27/06/2006) con arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il ricorrente denunciava vizi di motivazione e violazioni di legge, lamentando che il Tribunale avrebbe omesso di considerare elementi nuovi e decisivi (consulenza tecnica del dott. Testi e dichiarazioni di testi) idonei a escludere l'attualità del pericolo di reiterazione; contestava inoltre l'interpretazione dei limiti delle deduzioni devolvibili in appello cautelare e la svalutazione delle testimonianze utili alla difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto intempestive come motivi nuovi le memorie depositate dopo il termine di cui all'art. 586, comma 4, c.p.p., e ha confermato che il Tribunale ha correttamente valutato le deduzioni difensive nel quadro del giudizio cautelare, senza sconfinare nella rivalutazione dei gravi indizi. Il provvedimento di merito è stato ritenuto adeguatamente motivato prendendo in considerazione la gravità del fatto, l'efferatezza, la vulnerabilità della vittima, la personalità violenta dell'imputato (anche sulla base di precedenti, testimonianze e intercettazioni), il coinvolgimento in traffico di stupefacenti e intercettazioni del giugno 2020 indicative di contatti compulsivi con donne. La consulenza del dott. Testi è stata considerata strumentale a una rivisitazione del quadro indiziario non ammissibile in sede cautelare e quindi inidonea a superare le esigenze di custodia; le dichiarazioni testimoniali non hanno fatto venire meno le esigenze cautelari. Conseguentemente è stata confermata l'inadeguatezza degli arresti domiciliari anche con braccialetto elettronico. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 586, comma 4, cod. proc. pen.

    Riferimento al termine per proporre motivi nuovi: le memorie depositate oltre il termine sono valutabili solo come memoria e non come nuovi motivi devolvibili. La Corte ha ritenuto intempestive le deduzioni tardive del ricorrente.

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamata la presunzione relativa connessa al titolo di reato per valutare l'adeguatezza della custodia: la presenza di un reato grave e le circostanze del fatto rafforzano la conservazione della misura cautelare in carcere e rendono più gravoso l'onere probatorio difensivo per ottenere misure meno afflittive.

Massime di principio

  • Nel giudizio di appello cautelare le deduzioni che implichino una revisione dei 'gravi indizi' o una rivalutazione del quadro probatorio sostanziale sono in linea di principio inammissibili; l'appello si limita a valutare la persistenza delle esigenze cautelari sulla base di elementi nuovi e rilevanti.
  • Memorie e perizie depositate oltre i termini processuali non costituiscono automaticamente nuovi motivi devolvibili e possono essere considerate solamente come memorie, con efficacia limitata, a meno che non risultino tempestive.
  • Per ottenere la sostituzione della custodia in carcere con arresti domiciliari (anche con braccialetto elettronico) il ricorrente deve produrre elementi nuovi, probanti e specifici che incidano sull'attualità del pericolo di reiterazione o sull'inefficacia della misura detentiva, non semplici versioni alternative dei fatti.
  • La valutazione della sussistenza delle esigenze cautelari va fatta nel loro complesso: gravità del reato, modalità esecutive (efferatezza), condizione della vittima, personalità e precedenti del prevenuto, elementi di pericolosità emersi successivamente (intercettazioni, comportamenti ripetuti). Un singolo elemento debole difficilmente prevale sul quadro complessivo.
  • La richiesta di misure alternative fondata sull'uso del braccialetto elettronico può essere ritenuta inadeguata quando sussistono elementi concreti che indicano una elevata propensione alla reiterazione o modalità di condotta che il solo controllo telematico non può neutralizzare.
  • Le perizie tecniche difensive che, di fatto, mirano a riformulare la qualificazione del fatto (es. trasformare un omicidio doloso in colposo) sono spesso considerate inammissibili in sede cautelare se rappresentano una rivalutazione del quadro indiziario già formato.
  • Per aumentare le chance di successo in situazioni analoghe è utile concentrare la difesa su prove nuove e tempestive rilevanti per il rischio attuale di reiterazione (es. certificazioni psichiatriche aggiornate, percorsi di riabilitazione comprovati, elementi di cambiamento comportamentale concreti) e documentare la non idoneità della custodia rispetto alle esigenze specifiche del caso.
  • Le censure in cassazione di carattere meramente rivalutativo o aspecifico sono destinate a essere dichiarate inammissibili; è necessario impugnare con argomentazioni giuridiche precise e documentazione probatoria efficace e tempestiva.

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