Cassazione Penale, Ordinanza n. 13441/2025 del 07/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di Milano, pronunciata in funzione di giudice dell'esecuzione, che aveva riconosciuto il vincolo della continuazione tra reati già oggetto di distinte sentenze irrevocabili di condanna e aveva rideterminato il trattamento sanzionatorio. In particolare, contesta la motivazione sulla quantificazione della pena complessiva: il giudice dell'esecuzione aveva mantenuto invariata la pena base del reato più grave della prima sentenza, aveva lasciato invariati gli aumenti già fissati in cognizione per due reati satellite della seconda sentenza e aveva invece ridotto la pena del reato più grave della seconda sentenza. Il ricorso lamenta, in sintesi, un vizio motivazionale nella determinazione degli aumenti di pena e nella complessiva commisurazione del trattamento sanzionatorio in continuazione.
La decisione
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Ritiene che il giudice dell'esecuzione non abbia violato il principio secondo cui gli aumenti di pena per i reati-satellite non possono superare quelli stabiliti dal giudice della cognizione con sentenza irrevocabile, poiché nel caso concreto gli aumenti risultano complessivamente inferiori e due incrementi sono rimasti invariati, senza aumenti. Ritiene inoltre sufficiente la motivazione, perché il richiamo agli artt. 133 e 133-bis c.p. e alla gravità complessiva dei fatti soddisfa il livello motivazionale richiesto dalla giurisprudenza sul reato continuato, soprattutto a fronte della genericità del motivo. Conseguentemente condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 133 c.p.
richiamato quale criterio di commisurazione della pena e della gravità del fatto nel giudizio di rideterminazione in continuazione
art. 133-bis c.p.
richiamato insieme all'art. 133 c.p. quale parametro per la quantificazione del trattamento sanzionatorio
art. 81 c.p.
evocato come limite al corretto calcolo degli aumenti per i reati satellite nella disciplina del reato continuato
Massime di principio
- Nel giudizio di esecuzione per il riconoscimento della continuazione, la pena per i reati satellite non può essere aumentata oltre il quantum già stabilito dal giudice della cognizione con sentenza irrevocabile di condanna.
- La motivazione sulla determinazione della pena complessiva in continuazione deve consentire il controllo sul rispetto del rapporto di proporzione tra pena base e aumenti per i singoli reati satellite, ma l'intensità dell'onere motivazionale varia in rapporto all'entità degli aumenti.
- Il richiamo ai criteri legali di commisurazione della pena e alla gravità complessiva dei fatti può essere sufficiente a sorreggere la rideterminazione sanzionatoria, specie quando il motivo di ricorso sia generico.
- Se il ricorso non evidenzia una concreta violazione dei limiti posti alla quantificazione degli aumenti in continuazione e la motivazione del giudice dell'esecuzione è coerente con i parametri di legge, il ricorso è inammissibile.
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