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Sentenza

Sentenza n. 407/2026 - Firenze, Sezione 3

per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 502/2023 del Tribunale di Livorno, Sezione Lavoro;

Giustizia amministrativa202500117

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Livorno, Sezione Lavoro, che aveva ordinato l'attribuzione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici 2018/19, 2019/20, 2020/21 e 2021/22

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza lamentando che il Ministero dell'Istruzione e del Merito non aveva dato esecuzione alla sentenza n. 502/2023 del Tribunale di Livorno, Sezione Lavoro, notificata ai fini dell'esecuzione forzata. La sentenza imponeva l'assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo, prevista dall'art. 1, comma 12, della legge n. 107/2015, per quattro anni scolastici, per complessivi euro 2.000,00. Era inoltre decorso il termine dilatorio di 120 giorni concesso all'amministrazione per l'adempimento spontaneo. La ricorrente ha chiesto anche la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistenti tutti i presupposti dell'ottemperanza: la sentenza da eseguire era stata ritualmente notificata e il termine dilatorio di 120 giorni era decorso senza completa esecuzione. Ha ordinato al Ministero di dare completa ed esatta esecuzione al giudicato entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Ha nominato fin d'ora, per il caso di permanente inerzia, il Direttore generale dell'Ufficio centrale di bilancio del Ministero, con facoltà di delega, quale commissario ad acta, incaricato di avviare le procedure contabili necessarie. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre IVA, CPA e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato e di nominare, in caso di inerzia dell'amministrazione, un commissario ad acta.

  • art. 1, comma 12, l. 13 luglio 2015, n. 107

    Prevede la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado; nel caso concreto, il giudicato ne aveva riconosciuto l'attribuzione per gli anni scolastici indicati, per complessivi euro 2.000,00.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è proponibile quando il titolo giudiziale sia stato ritualmente notificato ai fini dell'esecuzione forzata e sia decorso il termine dilatorio di 120 giorni concesso all'amministrazione per l'adempimento spontaneo.
  • In presenza di mancata o incompleta esecuzione di un giudicato, il giudice dell'ottemperanza deve ordinare all'amministrazione di dare completa ed esatta attuazione al comando giudiziale entro un termine determinato.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare fin d'ora un commissario ad acta, condizionandone l'intervento alla persistente inerzia dell'amministrazione dopo la scadenza del termine assegnato.
  • La condanna dell'amministrazione inadempiente alla rifusione delle spese del giudizio consegue all'accoglimento dell'azione di ottemperanza.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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