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Sentenza

Sentenza n. 9711/2026 - Roma, Sezione 1

per l’annullamento della deliberazione della giunta capitolina n. 522 del 18 dicembre 2024, avente ad oggetto la «Determinazione delle tariffe per l’applicazione del canone unico patrimoniale componente per l’occupazione di spazi e aree pubbliche di cui all’art. 1, comma 819, lettera a) della legge n. 160/2019, per l’anno 2025», posta in pubblicazione all’albo pretorio on line di Roma capitale dal 31 dicembre 2024 al 14 gennaio 2025, in uno a tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali;

Giustizia amministrativa202504192

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La decisione è stata fondata sull'inequivocabile dichiarazione dei ricorrenti e sulla cessazione dell'efficacia della deliberazione impugnata, circostanze che hanno fatto venir meno l'utilità concreta e attuale della pronuncia di annullamento. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione della definizione in rito.

TAR Lazio - Roma, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione della Giunta capitolina n. 522 del 18 dicembre 2024, recante la determinazione per l'anno 2025 delle tariffe del canone unico patrimoniale per l'occupazione di spazi e aree pubbliche

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti avevano proposto domanda di annullamento della deliberazione comunale recante la determinazione delle tariffe per l'occupazione di spazi e aree pubbliche per l'anno 2025, insieme agli atti presupposti, connessi e consequenziali. Nel corso del giudizio, con memoria depositata prima dell'udienza pubblica, dichiaravano la sopravvenuta carenza di interesse all'annullamento dell'atto. La dichiarazione era collegata anche alla cessazione dell'efficacia della deliberazione impugnata.

Massime di principio

  • La dichiarazione inequivocabile della parte ricorrente circa la sopravvenuta carenza di interesse, accompagnata dalla cessazione dell'efficacia dell'atto impugnato, determina l'improcedibilità della domanda di annullamento per il venir meno dell'utilità concreta e attuale della pronuncia.
  • La cessazione dell'efficacia dell'atto impugnato può comportare l'improcedibilità del ricorso quando, alla luce delle circostanze concrete e della posizione processuale del ricorrente, non residui un interesse attuale alla decisione di merito.

Come è indicizzato

MaterieRegolamenti e atti amministrativi generaliEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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