Sentenza n. 1833/2026 - Roma, Sezione 2
per l'annullamento, previa adozione di idonea misura cautelare, anche di remand, del provvedimento dell’Ambasciata d’Italia – Cancelleria Consolare – Ufficio Visti in Tunisi dell’11 novembre 2025, notificato il 14 novembre successivo, prat. 28015, con cui è stata respinta la domanda di visto di ingresso per motivi di studio presentata in data 27 ottobre 2025 e di ogni altro atto presupposto, antecedente, conseguente o comunque connesso con quello impugnato in via principale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di visto di ingresso in Italia per motivi di studio adottato dall'Ufficio Visti dell'Ambasciata d'Italia a Tunisi
Esito
La controversia
La ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui l'Ufficio Visti dell'Ambasciata d'Italia a Tunisi aveva respinto la domanda di visto di ingresso per motivi di studio. Dal testo non emergono specifici vizi di legittimità dedotti contro il diniego. Nel corso del giudizio, dopo la disposizione di incombenti istruttori con decreto presidenziale, l'Ambasciata ha rilasciato il visto richiesto.
La decisione
Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. Ha rilevato che il sopravvenuto rilascio del visto per motivi di studio ha integralmente soddisfatto la pretesa fatta valere dalla ricorrente, determinando la cessazione della materia del contendere ai sensi degli artt. 34, comma 5, e 60 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della questione e dell'assenza di una diversa richiesta della ricorrente.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
decisione in forma semplificata
Consente la definizione della controversia con sentenza semplificata quando ricorrono i relativi presupposti e siano state espletate le formalità previste.
art. 34, comma 5, c.p.a.
È richiamato quale fondamento della definizione del giudizio in presenza del sopravvenuto pieno soddisfacimento della pretesa azionata, con conseguente cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- Il rilascio, nel corso del giudizio, del titolo amministrativo richiesto dal ricorrente determina la cessazione della materia del contendere quando realizza integralmente la pretesa azionata e rende non più attuale l'interesse alla decisione sull'impugnazione dell'originario diniego.
- Quando il sopravvenuto comportamento dell'amministrazione soddisfa pienamente la domanda proposta, il giudice amministrativo può definire integralmente il giudizio con sentenza in forma semplificata, ricorrendone i presupposti processuali.
Come è indicizzato
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