Sentenza del 23/05/2019 n. 378 - Comm. Trib. Reg. per il Molise
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2009, disconoscendo o riducendo la deducibilità di costi sostenuti dal contribuente. In particolare, contestava un costo per pasti e soggiorni, ritenuto non inerente perché sostenuto in un giorno festivo, e riduceva la deducibilità delle spese per carburanti e lubrificanti, ritenendo eccessiva la percorrenza e il consumo dichiarati. L'Ufficio contestava inoltre la qualificazione dei pasti offerti ai potenziali clienti come spese pubblicitarie, sostenendo che dovessero essere considerate spese di rappresentanza soggette ai relativi limiti fiscali.
La decisione
La Commissione Tributaria Provinciale aveva accolto integralmente il ricorso del contribuente. L'Agenzia delle Entrate ha proposto appello, sostenendo l'insufficienza della motivazione della sentenza e la legittimità delle riprese fiscali. La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello e confermato la sentenza di primo grado. Ha riconosciuto la deducibilità, nella misura del 75%, delle spese per pasti e soggiorni, ritenendole inerenti all'attività di rappresentante di prodotti alimentari e vini, anche perché documentate da fatture e collegate a successivi ordini dei clienti. Quanto ai carburanti, ha ritenuto insufficiente il calcolo dell'Ufficio basato su consumi medi ricavati da Internet, non essendo stata dimostrata l'estraneità dei costi all'attività d'impresa. L'Agenzia delle Entrate è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di appello, liquidate in 1.000 euro oltre accessori.
Norme richiamate
Art. 109, comma 5, D.P.R. n. 917/1986 (TUIR)
Le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi [...] sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito.
La norma esprime il requisito del collegamento tra il costo e l'attività produttiva di reddito. La deducibilità richiede che il costo sia certo, determinabile, di competenza e inerente all'attività esercitata.
Art. 2697 del Codice civile
In via generale, chi intende far valere un diritto deve provare i fatti costitutivi, mentre chi eccepisce fatti modificativi, impeditivi o estintivi deve provarli. In materia tributaria, il contribuente deve normalmente dimostrare l'esistenza e l'inerenza dei costi contestati, salvo che si tratti di costi intrinsecamente riconducibili all'attività, rispetto ai quali l'Amministrazione deve motivare e provare la non inerenza.
Art. 83 del D.L. n. 112/2008
È stato richiamato dal contribuente in relazione alla deducibilità delle spese sostenute nell'ambito dell'attività commerciale e promozionale.
Art. 9 del TUIR
È stato richiamato in relazione al principio del normale valore di mercato e alla valutazione della congruità delle componenti reddituali.
Art. 23 del D.Lgs. n. 546/1992
Disciplina la costituzione in giudizio dell'Amministrazione finanziaria mediante deposito delle controdeduzioni.
Art. 33 del D.Lgs. n. 546/1992
Consente la discussione pubblica della controversia tributaria quando ne sia fatta richiesta.
Disciplina fiscale delle spese di vitto e rappresentanza
Le spese di vitto e somministrazione sostenute per clienti, fornitori o agenti sono state ritenute deducibili nella misura del 75%, mentre la qualificazione come spese pubblicitarie o di rappresentanza dipende dalla concreta funzione della spesa, dai destinatari e dal collegamento con l'attività promozionale.
Massime di principio
- Il fatto che una spesa sia sostenuta in un giorno festivo non basta, da solo, a escluderne l'inerenza: occorre valutare la concreta funzione economica della spesa e il suo collegamento con l'attività d'impresa.
- Per dimostrare l'inerenza delle spese promozionali è utile conservare fatture, nominativi o categorie dei partecipanti, descrizione dell'evento, prodotti presentati e documentazione degli eventuali successivi ordini o rapporti commerciali.
- La qualificazione come spesa pubblicitaria o di rappresentanza dipende dalla sostanza dell'operazione: la finalità promozionale e il collegamento con la commercializzazione dei prodotti devono risultare da elementi documentali concreti.
- La deducibilità di un costo non richiede necessariamente la prova di un ricavo immediato e determinato; è sufficiente un collegamento, anche potenziale o indiretto, con un'attività astrattamente idonea a produrre reddito.
- L'Amministrazione non può ridurre automaticamente i costi di carburante sulla base di consumi medi teorici o dati generici reperiti su Internet, senza dimostrare che una parte della spesa sia estranea all'attività d'impresa.
- Per contestare la congruità di una spesa, il Fisco deve evidenziare elementi concreti di eccessività o di estraneità all'attività; la sola opinione che il costo sia elevato non dimostra di per sé la non inerenza.
- La documentazione contabile deve essere accompagnata, quando il costo è contestabile, da elementi esterni che dimostrino la reale effettuazione della spesa e il suo collegamento con l'attività professionale o imprenditoriale.
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