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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1261/2023 del 16/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Ancona (23/04/2018) che aveva confermato la condanna del Tribunale per concorso in estorsione aggravata nei confronti di Cristiano Gattei, direttore di filiale della Banca Monte dei Paschi di Siena. La Del Gaizo sostiene che i fatti dovessero essere qualificati come tentata truffa e censura vizi di motivazione. In Cassazione ha reiterato censure già svolte in appello, contestando la valutazione del compendio probatorio e la qualificazione giuridica del fatto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché esso si limita a riproporre valutazioni di merito e doglianze già esaminate in appello senza formulare una autonoma critica di diritto. I giudici hanno ritenuto provata l'estorsione: non risultavano gli elementi tipici della truffa (mancava la prospettazione di un pericolo inesistente) mentre erano concrete e tangibili le minacce e le pressioni che hanno costretto il Gattei a pagare. È stata esclusa la ricostruzione difensiva che avrebbe descritto i rapporti come normalmente cordiali e l'ipotesi di invenzione della vicenda da parte della vittima. Esito: ricorso dichiarato inammissibile; Del Gaizo condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende (Roma, 26/10/2022).

Norme richiamate

  • articolo 629 codice penale

    La norma è stata applicata nella sua funzione antieconomica: il fatto è qualificato come estorsione perché la vittima è stata costretta a consegnare denaro in conseguenza di minacce e pressioni; la sentenza distingue nettamente l'estorsione dalla truffa, richiedendo per quest'ultima la falsità o la prospettazione di un pericolo inesistente che induca in errore.

Massime di principio

  • In Cassazione non è ammesso un semplice riesame del merito: il ricorso deve evidenziare vizi di diritto o carenze logiche della motivazione, non riproporre contestazioni valutative già esaminate in appello.
  • Per distinguere estorsione da truffa, valutare l'elemento della coazione: l'estorsione richiede minacce o pressioni che determinano la vittima a cedere; la truffa richiede la creazione di un errore mediante una rappresentazione ingannevole di un pericolo o fatto non esistente.
  • La presenza di rapporti 'cordiali' anteriori non esclude l'estorsione se successivamente emergono minacce o sistematiche pressioni: l'alternanza tra apparente normalità e momenti di coazione è compatibile con il reato di estorsione.
  • La scelta della vittima di denunciare tardivamente non implica automaticamente un'invenzione dei fatti; la valutazione della motivazione alla denuncia (es. rischio per la posizione lavorativa) è rilevante per la credibilità e la sussistenza della minaccia.
  • Un ricorso generico e aspecifico viene dichiarato inammissibile e può comportare condanne per spese processuali e somme dovute alla cassa delle ammende.

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