Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12807/2023 del 28/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza di condanna per reati ambientali rilevando che i materiali sul fondo sarebbero consistiti solo in alcuni cumuli di grandi pietre, pochi cumuli di materiale inerte calcareo di piccola pezzatura e terreno vegetale, qualificabili come "terre e rocce da scavo" e/o sottoprodotti ai sensi della normativa vigente (DPR 120/2017 e art. 184-bis D.lgs. 152/2006). Ha sostenuto che era stata presentata SCIA per la dichiarazione prevista dal regolamento, che parte del materiale sarebbe stato impiegato per un muretto a secco e che non sarebbe sussistita deturpazione paesaggistica o danno ambientale, essendo il fondo agricolo privato e non visibile. Ha inoltre contestato che il silenzio difensivo possa equivalere ad ammissione di colpa.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto applicabile il D.P.R. 120/2017 alla gestione semplificata delle terre e rocce da scavo, ma ha rilevato che il ricorrente non ha fornito le necessarie allegazioni e documenti per dimostrare che i materiali soddisfano i requisiti per essere considerati sottoprodotti: le affermazioni rimangono meri asserti non comprovati e non desumibili dal provvedimento impugnato. Inoltre, la Corte ha confermato che non è ammissibile in Cassazione una mera rivalutazione del merito sui fatti (ad es. sulla sussistenza della deturpazione) senza specifiche ragioni di travisamento probatorio. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., è stato disposto il versamento in favore della Cassa delle Ammende di euro 3.000 determinati equitativamente.

Norme richiamate

  • D.lgs. 152/2006 (art. 256)

    Norma penale in materia di gestione illecita dei rifiuti invocata nella condanna; la Corte ha ritenuto che, in assenza di prova che i materiali fossero esenti dalla disciplina dei rifiuti, l'accertamento di responsabilità non sia censurabile in Cassazione.

  • Codice penale (art. 734)

    Reato di deturpamento/alterazione di bellezze naturali: la Corte ha richiamato che la valutazione della deturpazione è questione di merito e non soggetta a revisione in sede di legittimità salvo specifiche contestazioni di travisamento della prova.

  • Codice di procedura penale (art. 593, comma 3)

    Prevede l'inappellabilità di talune sentenze: la Corte ha rilevato l'inappellabilità dell'impugnazione e la conversione dell'appello in ricorso alla Suprema Corte.

  • D.P.R. 120/2017 (regolamento gestione semplificata, art. 4 e art. 21)

    D.P.R. n. 120/2017, art. 4; art. 21

    Disciplina le condizioni in cui terre e rocce da scavo possono essere gestite come sottoprodotti o comunque sottratte alla disciplina rifiuti; la Corte ha affermato la piena applicabilità del regolamento e la sua conformità ai principi di legge, ma ha ricordato che l'onere della prova circa il rispetto dei requisiti grava sul soggetto che lo asserisce.

  • D.lgs. 152/2006 (art. 184-bis)

    art. 184-bis D.lgs. 152/2006

    Definizione e disciplina dei sottoprodotti; la Corte ha osservato che, per le terre e rocce da scavo, trova applicazione il regolamento attuativo (DPR 120/2017) e che l'esclusione della qualifica di rifiuto va documentata.

  • Codice di procedura penale (art. 616)

    Norma che consente la condanna alle spese per i ricorsi inammissibili: applicata per imputare al ricorrente l'onere delle spese e il versamento alla Cassa delle Ammende.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186/2000

    Sentenza Corte cost. n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata dalla Corte per motivare l'applicazione di una misura equitativa (versamento alla Cassa delle Ammende) e per valutare l'assenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità.

Massime di principio

  • Chi deduce che materiali da scavo non sono rifiuti (sottoprodotti) deve produrre e depositare in atti la documentazione che dimostri il rispetto dei criteri normativi (dichiarazioni, SCIA, certificazioni, progettazioni): mere affermazioni non sono sufficienti in sede di legittimità.
  • Per le terre e rocce da scavo trova applicazione il D.P.R. 120/2017: esso precisa le condizioni per escludere la disciplina dei rifiuti, ma la conformità alle sue condizioni deve essere provata dall'interessato.
  • La Corte di Cassazione non riesamina il merito dei fatti né sostituisce la valutazione del giudice di merito salvo che non sia dimostrato un travisamento della prova o un errore di diritto; contestazioni generiche sui fatti sono inammissibili.
  • L'inappellabilità prevista dall'art. 593 c.p.p. comporta che un appello impropriamente proposto venga convertito in ricorso per Cassazione e che il rischio di inammissibilità e di condanna alle spese ricada sul ricorrente.
  • Il silenzio difensivo non equivale automaticamente ad ammissione di colpa, ma l'assenza di elementi probatori posti in atti può indebolire la posizione difensiva; pertanto è importante documentare puntualmente le proprie allegazioni già in primo grado e in appello.
  • Per reati paesaggistici (art. 734 c.p.) occorre un accertamento concreto del danno o della deturpazione: l'esistenza di opere su terreno privato non visibile non esclude automaticamente responsabilità se l'alterazione è oggettivamente rilevabile.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.