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Sentenza

Sentenza del 18/11/2015 n. 9298 - Comm. Trib. Prov. Milano

IRES - SPESE DEDUCIBILI - Spese di pubblicità - Spese di rappresentanza - Distinzione - Criteri.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda la qualificazione, ai fini IRES, di determinate spese come spese di pubblicità e propaganda oppure come spese di rappresentanza, ai sensi dell'art. 108 del d.P.R. n. 917/1986. La distinzione dipende dalla finalità concreta e prevalente della spesa: le spese di rappresentanza mirano ad accrescere il prestigio e l'immagine dell'impresa e a favorirne lo sviluppo, senza una diretta aspettativa di incremento delle vendite; le spese di pubblicità o propaganda sono invece dirette, anche se non esclusivamente, a promuovere prodotti, marchi o servizi e ad aumentare le vendite. È quindi necessaria una verifica rigorosa delle circostanze di fatto e dell'effettiva finalità dell'esborso.

La decisione

Il principio affermato è che la qualificazione della spesa non dipende soltanto dalla sua denominazione o dalla forma dell'iniziativa, ma dagli obiettivi concretamente perseguiti. Occorre accertare in fatto se la spesa abbia una funzione promozionale diretta, riconducibile alla pubblicità, oppure una funzione di immagine e prestigio, riconducibile alla rappresentanza. Il testo fornito non indica l'esito specifico del giudizio né quale parte sia risultata vittoriosa.

Norme richiamate

  • Art. 108 del d.P.R. n. 917/1986 (TUIR)

    Il criterio discretivo tra spese di rappresentanza e di pubblicità va individuato nella diversità, anche strategica, degli obiettivi.

    La norma richiede di distinguere le spese sulla base della loro effettiva finalità: sono di rappresentanza quelle rivolte al prestigio e all'immagine dell'impresa, mentre sono di pubblicità o propaganda quelle dirette alla promozione di prodotti, marchi o servizi e all'incremento delle vendite.

Massime di principio

  • La natura della spesa deve essere valutata in concreto, considerando l'obiettivo effettivamente perseguito e non la semplice descrizione contabile o contrattuale.
  • Una spesa è generalmente di pubblicità quando esiste un collegamento diretto o prevalente con la promozione di prodotti, marchi o servizi e con l'incremento delle vendite.
  • Una spesa è generalmente di rappresentanza quando mira soprattutto a migliorare il prestigio, l'immagine o le relazioni dell'impresa, senza una diretta aspettativa di aumento delle vendite.
  • In caso di contestazione fiscale, è opportuno conservare documentazione che dimostri finalità, destinatari, modalità dell'iniziativa e collegamento con la promozione commerciale.
  • La qualificazione richiede un accertamento rigoroso dei fatti: iniziative formalmente simili possono essere trattate diversamente in base alla loro concreta funzione economica.

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