Cassazione Penale, Sentenza n. 12104/2023 del 22/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Gli imputati impugnano la sentenza della Corte d'appello che ha confermato la condanna per minaccia aggravata (con parziale riforma riguardo alle attenuanti). Due motivi: 1) mancato riconoscimento dell'attenuante della provocazione, che i ricorrenti ritengono sussistente a causa dello stato d'ira determinato da consolidati attriti familiari; 2) vizio di motivazione sulla sussistenza del reato di minaccia, sostenendo che le espressioni contestate sarebbero state meramente moleste e non idonee a intimidire le persone offese, e che la Corte avrebbe congetturato l'intimidazione dall'allontanamento delle vittime.
La decisione
Per Caruana Calogero: la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nei suoi confronti perché il reato è estinto per morte dell'imputato; sono revocate le statuizioni civili a suo carico. Per Vitello Rosa: il ricorso è dichiarato inammissibile. La ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende. Le parti civili non ottengono la rifusione delle spese in favore dell'imputata poiché non hanno fornito un contributo utile alla decisione.
Norme richiamate
art. 616 c.p.p.
Applicato per la condanna al pagamento delle spese processuali e per la sanzione pecuniaria a carico della parte ricorrente dichiarata inammissibile.
Giurisprudenza - Sez. 5, n. 29221 del 9/5/2014 (Zoratti)
Principio secondo cui non sempre l'allontanamento della vittima consente di desumere la natura minacciosa (e non meramente molesta) del comportamento; nella fattispecie la Corte ha ritenuto tale principio inconferente perché la natura minacciosa era stata accertata indipendentemente dalla reazione delle vittime.
Giurisprudenza - Sez. U., n. 877 del 14/07/2022 (Sacchettino)
Stabilisce che la parte civile ha diritto alla liquidazione delle spese processuali quando abbia effettivamente contribuito alla decisione anche tramite memorie scritte; qui le parti civili non hanno fornito contributo utile e quindi non hanno diritto alle spese.
Massime di principio
- La morte dell'imputato estingue il reato: la sentenza penale può essere annullata senza rinvio per questa causa e le statuizioni civili a carico del defunto vengono revocate.
- La Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi che non confrontano specificamente e in modo circostanziato la motivazione della sentenza impugnata: censure generiche o già esaminate e confutate dal giudice d'appello sono normalmente ritenute inammissibili.
- L'attenuante della provocazione richiede l'indicazione di uno specifico fatto ingiusto posto in essere dalle persone offese che abbia concretamente determinato lo stato d'ira; non sono sufficienti evocate e generiche rievocazioni di antichi attriti.
- Il reato di minaccia è un reato di pericolo: per la sua configurabilità è sufficiente che la condotta sia idonea ad intimorire la persona offesa. Il contenuto e il contesto delle espressioni possono legittimamente portare il giudice a ritenere l'intimidazione anche se la reazione della vittima (es. allontanamento) viene usata solo come elemento confermativo.
- Per ottenere la rifusione delle spese processuali la parte civile deve aver dato un apporto effettivo e utile alla decisione (anche mediante memorie scritte); una mera richiesta generica di vittoria di spese non è sufficiente.
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