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Sentenza

Sentenza n. 2431/2026 - Catania, Sezione 4

Giustizia amministrativa202401178

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto regionale di ingiunzione del pagamento di euro 2.152,32 a titolo di indennità pecuniaria ex art. 167 d.lgs. 42/2004, nonché il rigetto dell'istanza di annullamento in autotutela

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto con cui l'Amministrazione regionale le aveva ingiunto il pagamento dell'indennità pecuniaria prevista dall'art. 167 d.lgs. 42/2004 per opere abusive realizzate nel Comune di Augusta. Con il primo motivo ha dedotto la violazione dell'art. 167 d.lgs. 42/2004 e dell'art. 28 l. 689/1981, nonché l'eccesso di potere per difetto dei presupposti, sostenendo che la pretesa fosse prescritta, poiché il termine quinquennale avrebbe dovuto decorrere dal rilascio della concessione edilizia in sanatoria del 24 novembre 2014, mentre la richiesta di pagamento era stata notificata soltanto il 25 marzo 2024. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione dell'art. 97 Cost. e l'eccesso di potere per difetto di motivazione, travisamento dei fatti, illogicità e difetto di istruttoria, contestando l'erronea conclusione dell'Amministrazione secondo cui la concessione edilizia in sanatoria n. 58/2014 avrebbe riguardato un immobile diverso da quello oggetto della sanzione. La ricorrente ha sostenuto che la diversa indicazione toponomastica dipendesse da una variazione della denominazione del luogo e che l'identità dell'immobile fosse dimostrata dalla coincidenza degli identificativi catastali.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondati congiuntamente i due motivi. Ha preliminarmente considerato ricevibile il ricorso, rilevando che il decreto del 21 novembre 2022 era stato conosciuto dalla ricorrente soltanto il 25 marzo 2024, in occasione della sua comunicazione. Nel merito, ha affermato che l'indennità pecuniaria prevista dall'art. 167 d.lgs. 42/2004 costituisce una pretesa patrimoniale soggetta a prescrizione quinquennale, decorrente dal momento in cui cessa la permanenza dell'illecito, individuato nel rilascio della concessione edilizia in sanatoria. Dalla documentazione e, in particolare, dalla memoria del Comune di Augusta, è emerso in modo univoco che la concessione edilizia in sanatoria n. 58 del 24 novembre 2014 riguardava proprio il compendio immobiliare identificato dalle particelle catastali considerate nel decreto regionale. La discordanza tra gli indirizzi non incideva sull'identificazione del bene, essendo decisiva la coincidenza dei dati catastali. La prescrizione era pertanto maturata il 24 novembre 2019; il decreto del 2022 era stato adottato oltre il termine quinquennale. L'incertezza iniziale dell'Amministrazione sulla riferibilità della sanatoria non impediva la prescrizione, poiché il successivo chiarimento comunale si era limitato a rendere documentalmente certo un fatto già verificatosi e non aveva creato ex novo la causa estintiva. Il TAR ha quindi annullato gli atti impugnati, compensando integralmente le spese in ragione dell'obiettivo fraintendimento sull'identificazione dell'immobile e sull'esistenza del titolo edilizio.

Norme richiamate

  • art. 167 d.lgs. 42/2004

    nei casi in cui sia accertata la compatibilità paesaggistica degli interventi realizzati, il trasgressore è tenuto al pagamento di una somma equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato e il profitto conseguito

    L'indennità paesaggistica costituisce una pretesa patrimoniale conseguente alla definizione favorevole della vicenda paesaggistica ed è soggetta a prescrizione quinquennale, decorrente dal rilascio della concessione edilizia in sanatoria, momento di cessazione della permanenza dell'illecito.

  • art. 28 l. 689/1981

    Il termine di prescrizione della pretesa patrimoniale è quinquennale.

  • art. 97 Cost.

    La norma è richiamata in relazione ai dedotti vizi di motivazione, travisamento dei fatti, illogicità e difetto di istruttoria.

Massime di principio

  • L'indennità pecuniaria prevista dall'art. 167 d.lgs. 42/2004 è una pretesa patrimoniale soggetta a prescrizione quinquennale.
  • Quando l'abuso paesaggistico è seguito dal rilascio di una concessione edilizia in sanatoria, il termine quinquennale di prescrizione dell'indennità ex art. 167 d.lgs. 42/2004 decorre dalla data del rilascio del titolo, poiché da tale momento cessa la permanenza dell'illecito.
  • La coincidenza degli identificativi catastali costituisce un elemento oggettivo decisivo per stabilire l'identità dell'immobile, anche quando gli atti amministrativi riportano diverse denominazioni toponomastiche.
  • Il successivo chiarimento documentale dell'amministrazione competente sull'identità dell'immobile non fa decorrere ex novo la prescrizione, ma rende soltanto certo un fatto estintivo già verificatosi.
  • Un provvedimento sanzionatorio fondato sull'erronea esclusione dell'esistenza o della riferibilità della concessione edilizia in sanatoria è illegittimo per erroneità del presupposto fattuale e per intervenuta prescrizione della pretesa patrimoniale.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria paesaggisticaSanatoria e condono edilizioInvalidità del provvedimento
RamiBeni culturali e paesaggioEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiEccesso di potereDifetto di istruttoriaTermini del procedimento

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