Sentenza n. 33/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della Sentenza n. 674/2024 del 28.05.2024, emessa dal Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, pubblicata il 28.05.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il bonus Carta del docente di 500 euro per l'anno scolastico 2019/2020
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, n. 674/2024, passata in giudicato e notificata al Ministero dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni. La sentenza aveva riconosciuto il diritto al beneficio economico della Carta del docente, pari a 500 euro per l'anno scolastico 2019/2020. Il Ministero, rimasto non costituito, non aveva dato esecuzione alla decisione. La ricorrente ha inoltre chiesto l'applicazione di una penalità di mora.
La decisione
Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso quanto all'inadempimento ministeriale e ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla sentenza passata in giudicato, detraendo quanto eventualmente già corrisposto, entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della presente sentenza. In caso di ulteriore inadempienza, il Tribunale ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta il Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna, o un funzionario delegato, con facoltà di subdelega, affinché provveda agli adempimenti sostitutivi entro i successivi 90 giorni su istanza della ricorrente. È stata invece respinta la domanda di penalità di mora, poiché la sentenza del giudice ordinario aveva già previsto, sulla somma dovuta, interessi o rivalutazione monetaria ai sensi dell'art. 22, comma 36, l. 724/1994, ritenuti dal TAR misura equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 300 euro oltre accessori, alla restituzione del contributo unificato se versato e alla distrazione delle spese in favore dei difensori. L'accoglimento è stato pertanto parziale, limitatamente al rigetto della penalità di mora.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Consente al giudice dell'ottemperanza di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del giudicato e di adottare le misure necessarie, compresa la nomina di un commissario ad acta e, quando ne ricorrono i presupposti, la fissazione di una penalità di mora.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
beneficio economico della cd. “Carta del docente”
Costituisce la base normativa del beneficio economico riconosciuto dalla sentenza del giudice ordinario, oggetto di esecuzione nel giudizio di ottemperanza.
art. 22, comma 36, l. 724/1994
sulla “somma come sopra determinata, sono altresì dovuti gli interessi o la rivalutazione monetaria, ai sensi dell’art. 22 co. 36 L 724/1994, dalla maturazione del diritto al saldo”
La previsione di interessi o rivalutazione monetaria contenuta nella sentenza da eseguire è stata ritenuta misura equa e sufficiente anche ai fini della richiesta di penalità di mora ex art. 114, comma 4, c.p.a.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, la perdurante inerzia dell'amministrazione nell'eseguire una sentenza passata in giudicato giustifica l'ordine giudiziale di adempiere entro un termine determinato, con indicazione delle attività necessarie all'attuazione della decisione.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza della parte vittoriosa in caso di ulteriore inadempimento dell'amministrazione, fissando anche il termine per l'esercizio del potere sostitutivo.
- La penalità di mora può essere negata quando il titolo giudiziale da eseguire prevede già interessi o rivalutazione monetaria sulla somma dovuta e tale previsione sia ritenuta una misura equa ai fini dell'esecuzione.
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