Cassazione Penale, Sentenza n. 47098/2023 del 23/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva confermato il sequestro preventivo di euro 6.900,00 rinvenuti a seguito di perquisizione nell'appartamento condotto in locazione dalla ricorrente e dall'indagato Biba Florjan. La ricorrente sosteneva che la somma era di provenienza lecita e di sua esclusiva proprietà, che il Tribunale non avesse adeguatamente motivato la sussistenza dei presupposti del sequestro preventivo e che si fosse illegittimamente mutato il titolo ablativo da sequestro probatorio a sequestro preventivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di procura speciale rilasciata al difensore per proporre impugnazione in Cassazione (la procura era limitata al solo grado di riesame). La Corte ha richiamato la giurisprudenza di legittimità e delle Sezioni Unite secondo cui la mancanza della procura speciale ai sensi dell'art. 100 c.p.p. comporta l'inammissibilità dell'impugnazione e non è sanabile mediante concessione di termine ex art. 182, comma 2, c.p.c.. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 in favore della cassa.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, D.L. n.137/2020 convertito nella L. 18/12/2020 n. 176 (come modificato dall'art. 16 del D.L. 30/12/2021 n.228, conv. L. 25/02/2022 n.15)
Il procedimento in Cassazione è stato trattato con contraddittorio scritto ai sensi della norma richiamata; è regolarità procedurale richiamata in udienza
art. 321, comma 2, c.p.p.
Norma richiamata per il sequestro preventivo; indica la competenza e i presupposti per il provvedimento cautelare reale
art. 240-bis c.p.p.
Norma relativa al sequestro preventivo per equivalente o profitto del reato, utilizzata per qualificare la somma sequestrata come profitto di reato
art. 648-bis c.p.
Riferimento al reato che disciplina i proventi da attività illecite (utilizzato per giustificare l'idoneità della somma a configurare profitto di reato)
art. 100 c.p.p.
Richiede procura speciale per il difensore che propone impugnazioni per le parti diverse dall'imputato; la Corte ha interpretato che la mancanza della procura speciale comporta inammissibilità dell'impugnazione
art. 182, comma 2, c.p.c.
Citato in relazione alla possibilità di concedere termine per sanare carenze di rappresentanza; la Corte, richiamando la giurisprudenza, ha affermato che tale sanatoria non è applicabile al caso della mancanza di procura speciale ai sensi dell'art. 100 c.p.p.
Sezioni Unite, sentenza n. 47239 del 30/10/2014
Giurisprudenza di legittimità richiamata che stabilisce il principio secondo cui la mancanza della procura speciale per le parti private diverse dall'imputato rende inammissibile l'impugnazione e non è sanabile mediante concessione di termine ex art. 182 c.p.c.
Massime di principio
- La procura speciale ai sensi dell'art. 100 c.p.p. è indispensabile per il difensore che impugna in Cassazione per conto di parti diverse dall'imputato; la sua assenza determina inammissibilità dell'impugnazione.
- La mancanza di procura speciale non può essere sanata con la concessione di un termine ex art. 182, comma 2, c.p.c.; difetto formale di rappresentanza è causa automatica di inammissibilità.
- Il terzo interessato non indagato può proporre iniziative avverso misure reali (sequestro), ma deve avere legittimazione e mandato corretti per ogni grado di giudizio.
- Nel merito dei sequestri, il terzo che dichiara la lecita provenienza di somme sequestrate deve fornire prove documentali concrete; tuttavia, questioni di merito non vengono esaminate se l'impugnazione è inammissibile per vizi procedurali.
- La qualificazione del sequestro (probatorio vs preventivo) e la motivazione del giudice sui presupposti del sequestro sono profili rilevanti; vanno eccepiti con la corretta rappresentanza e nei termini processuali appropriati, altrimenti restano inesaminati.
- Per evitare l'inammissibilità, i difensori devono acquisire procure specifiche per ciascun grado di giudizio e verificare la titolarità di interessi delle parti che rappresentano (es. terzi interessati non indagati).
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