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Sentenza

Sentenza n. 2809/2026 - Milano, Sezione 1

per L'ESATTA OTTEMPERANZA al giudicato di cui alla sentenza n. 816/2025 emessa nel giudizio R.G. n. 1594/2024 del Tribunale di Busto Arsizio - Sezione Lavoro, pubblicata in data 18 settembre 2025, notificata il 19 settembre 2025 e passata in giudicato, con la quale il Tribunale del Lavoro ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito alla corresponsione della parte ricorrente, mediante accredito sulla Carta Elettronica del Docente, dell’importo nominale di euro 2.000,00, quale contributo per la formazione del docente – carta docente;

Giustizia amministrativa202600761

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata o tardiva esecuzione della sentenza del Tribunale di Busto Arsizio che aveva ordinato l'accredito di euro 2.000,00 sulla Carta elettronica del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a. per ottenere l'esatta ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Busto Arsizio, Sezione Lavoro, passata in giudicato, che aveva accertato il suo diritto al beneficio della Carta elettronica del docente per gli anni scolastici dal 2021/22 al 2024/25 e condannato il Ministero all'accredito dell'importo complessivo di euro 2.000,00, oltre agli interessi legali e all'eventuale maggior somma derivante dalla differenza tra rivalutazione e interessi. Dopo la notificazione e il deposito del ricorso per ottemperanza, il Ministero ha eseguito tardivamente il comando giudiziale, accreditando al ricorrente le somme dovute. Il ricorrente ha quindi insistito per la condanna dell'Amministrazione alle spese del giudizio, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché, nelle more del giudizio, il Ministero ha eseguito il giudicato e il ricorrente ha conseguito il bene della vita perseguito. Il Collegio ha tuttavia posto le spese a carico del Ministero secondo il criterio della soccombenza virtuale, rilevando che l'adempimento è intervenuto soltanto dopo la proposizione del ricorso. Le spese sono state liquidate in euro 800,00, oltre agli accessori di legge e al rimborso del contributo unificato se versato, con distrazione in favore dei difensori antistatari. La sentenza ordina inoltre all'autorità amministrativa di eseguire il provvedimento.

Norme richiamate

  • artt. 112 e seguenti c.p.a.

    Disciplinano il giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l'esecuzione del giudicato.

  • art. 114 c.p.a.

    È richiamato quale disposizione applicabile al giudizio di ottemperanza.

  • art. 1, comma 122, l. 107/2015

    Costituisce, insieme al d.P.C.m. 28 novembre 2016, la base normativa delle modalità di attribuzione della Carta elettronica del docente.

  • d.P.C.m. 28 novembre 2016

    Disciplina le modalità di attribuzione del beneficio della Carta elettronica del docente.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere nel giudizio di ottemperanza va dichiarata quando, nelle more del processo, l'amministrazione esegue integralmente il comando contenuto nel giudicato e il ricorrente consegue il bene della vita richiesto.
  • Quando l'amministrazione adempie al giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese del giudizio possono essere poste a suo carico in applicazione del criterio della soccombenza virtuale, anche se la domanda principale è divenuta improcedibile per avvenuta soddisfazione.
  • La serialità della controversia e il limitato impegno difensivo richiesto per l'esecuzione di un giudicato su una questione standardizzata possono giustificare una liquidazione delle spese contenuta rispetto ai parametri ordinari.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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