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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28359/2024 del 15/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma, da parte della Corte d'appello di Potenza, della condanna per più episodi di truffa in continuazione. Due motivi: (1) carenza e illogicità della motivazione nella determinazione della pena, con specifica censura per la mancata motivazione sull'aumento di pena per continuazione; (2) violazione di legge per il rigetto della richiesta di applicazione della pena sostitutiva pecuniaria (art. 56 quater L. 689/81) per mancata acquisizione di informazioni sulle condizioni economiche, patrimoniali e di vita dell'imputato e mancato rinvio/integrazione ai sensi dell'art. 545 bis c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Principali ragioni: (i) l'assenza del difensore, pur essendo stato autorizzato alla trattazione orale e regolarmente notificato, non impone la nomina di difensore d'ufficio né il rinvio dell'udienza in Cassazione; (ii) il motivo concernente la mancata motivazione sull'aumento per continuazione non è devoluto in cassazione perché non adeguatamente contestato in appello (la difesa in appello aveva chiesto solo il minimo e l'aumento minimo, senza dedurre specifiche carenze motivazionali); (iii) la censura sulla inammissibilità della richiesta di sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria è infondata: il ricorrente aveva ottenuto la sospensione condizionale della pena e, secondo la nuova disciplina (Riforma Cartabia), le pene sostitutive non sono compatibili con la sospensione condizionale; pertanto non era possibile applicare la pena pecuniaria. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 545 bis cod. proc. pen.

    Norma inserita dalla disciplina attuativa che prevede, in caso di ricorrenza delle condizioni per la sostituibilità della pena, l'obbligo del giudice di dare avviso alle parti dopo la lettura del dispositivo; richiamata come quadro procedurale, ma non idonea a imporre rinvio quando è stata già concessa la sospensione condizionale.

  • art. 56 quater L. 689/81

    Prevede la disciplina della determinazione della pena pecuniaria corrispondente alle pene detentive sostituibili; la richiesta di sostituzione sollevata in appello è soggetta alla nuova disciplina introdotta dalla riforma.

  • art. 53 L. 689/81

    Stabilisce i limiti per la sostituibilità della pena detentiva con pene alternative (semilibertà, detenzione domiciliare, lavoro di pubblica utilità, pena pecuniaria) in funzione della durata della pena da infliggere; richiamato per definire quando è possibile ricorrere alle pene sostitutive.

  • art. 58 L. 689/81

    Il giudice, nei limiti fissati dalla legge e tenuto conto dei criteri indicati nell'articolo 133 del codice penale, se non ordina la sospensione condizionale della pena, può applicare le pene sostitutive della pena detentiva quando risultano più idonee alla rieducazione del condannato e quando, anche attraverso opportune prescrizioni, assicurano la prevenzione del pericolo di commissione di altri reati. La pena detentiva non può essere sostituita quando sussistono fondati motivi per ritenere che le prescrizioni non saranno adempiute dal condannato

    Attribuisce al giudice un potere discrezionale di applicare le pene sostitutive nei limiti e secondo i criteri indicati; fondamentale la condizione che non si sia ordinata la sospensione condizionale della pena, fattore che nel caso ha escluso la sostituzione con pena pecuniaria.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena (circostanze, personalità del reo, funzione della pena) richiamati come parametro che il giudice deve considerare nella scelta delle pene sostitutive.

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Riferimento alla possibilità di applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento); richiamato nel contesto della disciplina delle sostituzioni previste dall'art. 53 L. 689/81 come novellata.

  • art. 23, comma 8 d.l. 28 ottobre 2020 n. 137, conv. L. 18 dicembre 2020 n. 176

    Richiamato per spiegare l'incidenza delle scelte di trattazione (orale vs cartolare) e l'irretrattabilità di una richiesta di trattazione orale in Cassazione, a tutela dei termini procedurali e del diritto di difesa delle altre parti.

  • d.lgs. n. 150/2022 (Riforma Cartabia)

    Decreto attuativo che ha modificato la disciplina delle pene sostitutive e ha introdotto disposizioni procedurali (tra cui l'art. 545 bis) applicabili alla fattispecie; la Corte l'ha applicata per valutare compatibilità tra sospensione condizionale e pene sostitutive.

Massime di principio

  • In Cassazione l'assenza del difensore, pur se autorizzato alla trattazione orale, non obbliga la nomina di un difensore d'ufficio né il rinvio dell'udienza: le parti devono curare la loro presenza o prevedere adeguate misure processuali prima.
  • I profili di illegittimità non dedotti o sviluppati nel giudizio di appello non sono normalmente esaminabili in Cassazione (regola della devoluzione): questioni nuove o non sufficientemente emergenti in appello rischiano di essere inammissibili in sede di legittimità.
  • Con la Riforma Cartabia la disciplina delle pene sostitutive è stata rimodulata: il giudice ha un potere discrezionale, nei limiti di legge e tenuto conto dell'art. 133 cod. pen., ma non può applicare pene sostitutive quando è stata ordinata la sospensione condizionale della pena, per incompatibilità degli istituti.
  • Se si intende ottenere una pena sostitutiva è consigliabile sollevare la questione tempestivamente (già in primo grado o nell'atto di appello), chiedere espressamente il rinvio se mancano elementi istruttori sulle condizioni economiche e fornire/documentare i dati patrimoniali; non si può fare affidamento sul dovere del giudice di acquisire d'ufficio tali informazioni se la richiesta non è stata adeguatamente formulata in sede di merito.
  • Il potere del giudice di applicare pene sostitutive richiede valutazione della rieducazione e della prevenzione del rischio di recidiva; l'assenza di affidabilità nell'ottemperanza alle prescrizioni può escludere la sostituzione.

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