Sentenza n. 3897/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2
per l’ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato, sezione seconda, 5 settembre 2024, n. 7445.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Condotta del Ministero della difesa ritenuta non conforme alla sentenza del Consiglio di Stato n. 7445 del 5 settembre 2024, per l’esclusione dal riconoscimento delle maggiorazioni della RIA dei dipendenti che non avevano maturato l’anzianità necessaria entro il 31 dicembre 1992
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno promosso il giudizio di ottemperanza sostenendo che il Ministero della difesa non avesse dato corretta esecuzione alla sentenza n. 7445 del 2024. Tale sentenza aveva riconosciuto il diritto alle maggiorazioni della retribuzione individuale di anzianità previste dall’art. 9, commi 4 e 5, del d.P.R. n. 44 del 1990, in relazione al periodo di anzianità maturato oltre il 31 dicembre 1990, in forza della proroga prevista dall’art. 7, comma 1, del d.l. n. 384 del 1992. Secondo i ricorrenti, la proroga dell’efficacia dell’accordo fino al 31 dicembre 1993 avrebbe consentito di conseguire il beneficio a tutti coloro che avessero maturato il requisito entro tale data. Il Ministero ha sostenuto di avere invece correttamente eseguito il giudicato, escludendo i dipendenti che al 31 dicembre 1992 non avevano ancora maturato la necessaria anzianità di servizio.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di ottemperanza. Il giudizio di ottemperanza è diretto a verificare l’esatto adempimento dell’obbligo amministrativo conformativo derivante dal giudicato, ricostruendo il contenuto del comando giudiziale sulla base della sequenza petitum, causa petendi, motivi e decisum, senza ampliare l’oggetto della decisione di cognizione. La sentenza n. 7445 del 2024 aveva accolto la pretesa applicando i principi giurisprudenziali anteriori alla disposizione poi dichiarata incostituzionale e aveva espressamente stabilito che il quinquennio di servizio utile per la maggiorazione della RIA potesse maturare oltre il 31 dicembre 1990, ma entro il 31 dicembre 1992, in ragione del blocco degli automatismi stipendiali previsto dall’art. 7, comma 3, del d.l. n. 384 del 1992. Tale statuizione era chiara, motivata e vincolante per il giudice dell’ottemperanza. Di conseguenza, l’esclusione dei dipendenti che al 31 dicembre 1992 non avevano raggiunto l’anzianità richiesta costituiva corretta esecuzione del giudicato. I ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento in favore del Ministero delle spese processuali, liquidate in euro 3.000, oltre oneri e accessori.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza, nel quale il giudice verifica l’esatto adempimento dell’obbligo dell’amministrazione di conformarsi al giudicato.
art. 9, commi 4 e 5, d.P.R. 17 gennaio 1990, n. 44
Prevede le maggiorazioni della retribuzione individuale di anzianità in relazione alla maturazione di cinque, dieci o venti anni di servizio, secondo la qualifica funzionale.
art. 7, comma 1, d.l. 19 settembre 1992, n. 384, convertito dalla l. 14 novembre 1992, n. 438
Ha prorogato l’efficacia dell’accordo recepito dal d.P.R. n. 44 del 1990, consentendo la maturazione del requisito oltre il 31 dicembre 1990.
art. 7, comma 3, d.l. 19 settembre 1992, n. 384, convertito dalla l. 14 novembre 1992, n. 438
Ha previsto il blocco degli automatismi stipendiali, sicché, secondo il giudicato da eseguire, il requisito utile per la maggiorazione della RIA doveva essere maturato entro il 31 dicembre 1992.
art. 51, comma 3, l. 23 dicembre 2000, n. 388
La disposizione, che aveva escluso l’estensione del termine per la maturazione dell’anzianità, è stata dichiarata costituzionalmente illegittima; la sentenza di cognizione ha tuttavia mantenuto ferma la delimitazione temporale al 31 dicembre 1992 derivante dal blocco degli automatismi.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice deve verificare l’esatto adempimento del giudicato ricostruendo il contenuto del comando giudiziale all’interno dello stesso quadro fattuale e giuridico del giudizio di cognizione, sulla base della sequenza petitum, causa petendi, motivi e decisum.
- Una statuizione chiara, motivata e univoca contenuta nella sentenza da eseguire vincola il giudice dell’ottemperanza e non può essere ampliata mediante una nuova interpretazione della pretesa sostanziale già decisa.
- Quando il giudicato riconosce un beneficio retributivo subordinato alla maturazione di un’anzianità di servizio entro il 31 dicembre 1992, l’amministrazione adempie correttamente escludendo i dipendenti che abbiano raggiunto il requisito solo successivamente, anche se l’efficacia dell’accordo collettivo era stata prorogata oltre il termine ordinario.
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