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Sentenza

Sentenza del 05/01/2022 n. 17 - Comm. Trib. Prov. Messina

Classamento - immobile - destinazione ordinaria - diversa utilizzazione - irrilevanza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il classamento attribuito all'immobile sostenendo che la classificazione doveva basarsi sulla destinazione ordinaria e permanente desumibile dalle caratteristiche intrinseche ed estrinseche dell'immobile. L'amministrazione aveva invece considerato la diversa utilizzazione attuale dell'immobile (locazione con destinazione a negozio di parrucchiera) per il classamento.

La decisione

Il giudice ha ritenuto irrilevante la diversa utilizzazione attuale derivante da un contratto di locazione e ha confermato che il corretto classamento si determina sulla base della destinazione ordinaria e permanente desumibile dalle caratteristiche intrinseche ed estrinseche dell'immobile. Conseguentemente il ricorso è stato accolto e il classamento/atto impositivo contestato è stato annullato o disposto che venga riconsiderato in conformità al principio sopra indicato. La decisione richiama altresì i precedenti di Cassazione (nn. 12205/2015, 25992/2020) e la normativa citata (D.P.R. n.1142/1949, artt.61 co.2 e 62; l. n.443/1985; L.R. n.3/1986).

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 1142/1949, art. 61, co. 2

    L'articolo è interpretato nel senso che il classamento deve tenere conto della destinazione ordinaria e permanente dell'immobile; le utilizzazioni temporanee o contingenti non possono prevalere sulla destinazione ordinaria ai fini della classificazione.

  • D.P.R. n. 1142/1949, art. 62

    L'articolo conferma la rilevanza delle caratteristiche intrinseche ed estrinseche per la determinazione della destinazione e del classamento, imponendo un accertamento oggettivo basato sugli elementi materiali dell'immobile.

  • legge n. 443/1985

    Richiamata come quadro normativo di riferimento in materia catastale/edilizia; interpretata in combinato con il DPR per sostenere che il classamento segue la destinazione ordinaria e non l'uso contingente.

  • L.R. n. 3/1986

    Normativa regionale richiamata a supporto delle regole locali di classificazione, interpretata anch'essa in senso coerente con il principio della prevalenza della destinazione ordinaria e delle caratteristiche oggettive.

  • Cassazione, n. 12205/2015

    Precedente giurisprudenziale che afferma la prevalenza della destinazione ordinaria e delle caratteristiche dell'immobile rispetto alla sua utilizzazione contingente ai fini del classamento.

  • Cassazione, n. 25992/2020

    Ulteriore precedente che conferma il principio secondo cui l'uso temporaneo o il contratto di locazione con diversa destinazione non sono sufficienti a mutare il corretto classamento dell'immobile.

Massime di principio

  • Il classamento deve essere determinato sulla base della destinazione ordinaria e permanente dell'immobile, desumibile dalle caratteristiche intrinseche (es. struttura, impianti, destinazione progettuale) ed estrinseche (es. contesto urbanistico, destinazione prevalente dell'area).
  • La diversa utilizzazione contingente o temporanea (es. contratto di locazione per attività commerciale come parrucchiera) è irrilevante ai fini del classamento, salvo che non sia dimostrabile che essa riflette una modificazione stabile e durevole della destinazione dell'immobile.
  • Il giudizio di classamento richiede un accertamento oggettivo e materiale; non è sufficiente fare riferimento al contratto o all'uso corrente senza verificare le caratteristiche strutturali e documentali che attestino una modifica della destinazione.
  • Confronti con altri immobili (comparazione di utilizzo) non possono prevalere sulla valutazione degli elementi specifici dell'immobile oggetto di classamento.
  • Per contestare un classamento l'amministrazione o il privato devono produrre prove oggettive: planimetrie, destinazioni urbanistiche, atti edilizi, elementi tecnico-catastali e, se necessario, accertamenti in loco.
  • In presenza di usi diversi temporanei, il contribuente ha buone possibilità di ottenere il riconoscimento della destinazione originaria/ordinaria se fornisce documentazione che dimostri l'assenza di una modifica strutturale o permanente della destinazione d'uso.
  • Le amministrazioni devono applicare i principi consolidati dalla giurisprudenza di legittimità: decisioni analoghe della Cassazione costituiscono orientamento vincolante nella pratica di classamento.

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