Cassazione Civile, Sentenza n. 24258/2021 del 09/09/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione di avvisi di accertamento relativi all'IRES per l'annualità 2004 derivanti dalla ripresa a tassazione, per quota parte (1/5), della svalutazione della partecipazione in Daimler-Chrysler iscritta in bilancio nel 2003. Le ricorrenti hanno dedotto: 1) l'efficacia espansiva esterna del giudicato formato da una sentenza della CTP di Roma sul 2003 (sostengono che quella sentenza avrebbe accertato la deducibilità della svalutazione anche per gli anni successivi); 2) la decadenza dell'Amministrazione ai sensi dell'art. 43 DPR 600/1973 (sostengono che la rettifica avrebbe dovuto riguardare il 2003 e non il 2004); 3) la errata esclusione dal costo della partecipazione del secondo versamento effettuato il 18/12/2003, che le ricorrenti ritenevano dovesse concorrere al costo finale su cui calcolare la svalutazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la CTR nella parte in cui ha escluso l'efficacia espansiva esterna del giudicato formatosi sul 2003, ritenendo che il giudicato vincola i giudizi relativi ad annualità successive solo quanto ad elementi costitutivi permanenti e non quando l'accertamento si fondi su presupposti diversi e su annualità autonome. Ha altresì ritenuto infondato il mezzo relativo all'art. 43 DPR 600/1973, richiamando il principio delle Sezioni Unite (sent. n. 8500/2021) secondo cui per componenti di reddito pluriennali la decadenza si calcola con riferimento alla dichiarazione nella quale è indicato il singolo rateo dedotto. Infine ha confermato che il secondo versamento (effettuato a copertura del sottozero) costituisce versamento "sottozero" e, per la parte eccedente il patrimonio netto della partecipata, è assoggettato al regime di deduzione immediata ex art. 61 comma 5 TUIR e non può concorrere a formare il costo finale della partecipazione ai fini della svalutazione. Condanna le ricorrenti al pagamento delle spese, liquidate in euro 7.800,00, e ad eventuale contributo unificato.
Norme richiamate
art. 23, comma 8-bis, d.l. n. 137/2020 (conv. con mod.)
norma procedurale richiamata per il rito e il procedimento; utilizzata come riferimento formale nell'intestazione
art. 61, commi 3 e 5, TUIR
disciplina la deducibilità delle minusvalenze relative a partecipazioni (rateizzazione) e stabilisce che i versamenti a copertura perdite oltre lo zero non concorrono al costo della partecipazione ma possono essere dedotti immediatamente per la parte eccedente il patrimonio netto (regime del versamento sottozero)
art. 43, d.P.R. n. 600/1973
termine di decadenza per l'esercizio dell'azione di accertamento: applicato, secondo le Sezioni Unite (sent. n. 8500/2021), con riferimento alla dichiarazione dell'anno in cui è indicato il singolo rateo del componente pluriennale
art. 2-quater, comma 1, d.l. n. 564/1994 (conv. in l. n. 656/1994)
riconosce il potere di autotutela dell'Amministrazione; la Corte precisa che l'esercizio dell'autotutela non può travolgere il giudicato sostanziale formato dal giudice
art. 1, comma 1, lett. b), d.l. n. 209/2002
disciplinava la deducibilità delle "minusvalenze non realizzate" in quote costanti (periodo 2003 e successivi); richiamata per definire il regime applicabile al caso
d.lgs. n. 34/2003 (regime PEX)
menzionato come successiva modifica normativa che ha introdotto il regime PEX (esenzione parziale di plus/minusvalenze), rilevante per il quadro normativo ma non per il periodo oggetto del giudizio
d.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater
richiamato in relazione al contributo unificato che può essere dovuto dalle società ricorrenti
Massime di principio
- Il giudicato formato su una specifica annualità vincola i giudizi relativi ad annualità successive solo con riguardo a elementi costitutivi che abbiano carattere permanente o pluriennale; non opera invece quando le annualità si fondano su presupposti di fatto diversi.
- L'esercizio dell'autotutela amministrativa (anche con effetti retroattivi o sostitutivi) non può estendere o modificare il giudicato sostanziale formatosi in sede giurisdizionale.
- Per componenti di reddito a efficacia pluriennale, la decadenza dell'Amministrazione ai fini dell'accertamento si calcola con riferimento alla dichiarazione dell'anno in cui è indicato il singolo rateo dedotto, non necessariamente all'anno in cui il componente è maturato o iscritto per la prima volta in bilancio (principio Sezioni Unite n. 8500/2021).
- I versamenti dei soci a copertura di perdite che portano la partecipata sotto il livello del patrimonio netto (versamenti "sottozero") non aumentano il costo della partecipazione ai fini della determinazione della svalutazione deducibile: per la parte eccedente il patrimonio netto valgono regole di deduzione immediata ex art. 61 comma 5 TUIR.
- In contestazioni fiscali pluriennali è fondamentale individuare se la questione è di carattere 'strutturale' e permanente (qualificazione del rapporto, elementi patrimoniali stabili) oppure se riguarda fatti e valutazioni specifiche di singoli esercizi; solo nel primo caso il giudicato può avere efficacia vincolante sulle annualità successive.
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