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Sentenza

Sentenza n. 96/2026 - Salerno, Sezione 3

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento emesso dalla Prefettura di Salerno - Sportello Unico per l’Immigrazione - il 2 ottobre 2025 (-OMISSIS-), recante la revoca del nulla osta di cui al prot. P-SA/L/Q/2024/108887;

Giustizia amministrativa202502070

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro stagionale precedentemente rilasciato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta al lavoro stagionale, disposta dallo Sportello Unico per l’Immigrazione dopo l’accertamento dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro circa l’insufficiente capacità economico-finanziaria del promittente datore di lavoro. Ha dedotto: a) violazione degli artt. 21-octies e 21-nonies l. 241/1990 e difetto di motivazione, sostenendo che la carenza reddituale fosse imputabile esclusivamente al datore di lavoro e non potesse ricadere sulla lavoratrice incolpevole; b) violazione dell’art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998 e difetto dei presupposti, per omessa valutazione della situazione personale, dei legami familiari in Italia e del legittimo affidamento sul buon esito della procedura; c) violazione dell’art. 22, commi 5-ter e 11, d.lgs. 286/1998, della circolare ministeriale n. 3836 del 20 agosto 2007 e degli artt. 7, 8 e 10 l. 241/1990, per omesso preavviso di revoca e mancata valutazione della possibilità di rilasciare un permesso di soggiorno per attesa occupazione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che la capacità economico-finanziaria del datore di lavoro costituisca un presupposto indefettibile della procedura di ingresso e che il suo accertato difetto legittimi la revoca del nulla osta, anche se la causa non è imputabile alla lavoratrice. La struttura trilaterale della procedura impedisce infatti al lavoratore di sottrarsi agli effetti della carenza dei requisiti riferiti al datore di lavoro. La censura relativa al preavviso di revoca è stata ritenuta infondata perché la comunicazione risultava inviata a entrambe le parti ai domicili digitali indicati nell’applicativo ALI; in ogni caso, il provvedimento aveva natura vincolata e il ricorrente non aveva indicato elementi procedimentali idonei a modificarne il contenuto, sicché operava l’art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990. È stata esclusa la violazione del legittimo affidamento, poiché la legge consente controlli successivi al rilascio del titolo e prevede la revoca in caso di carenza dei requisiti. I legami familiari, peraltro non dimostrati, non costituiscono una garanzia assoluta contro la revoca o il diniego del titolo di soggiorno. Infine, il permesso per attesa occupazione presuppone l’interruzione di un rapporto di lavoro correttamente instaurato e cessato per causa non imputabile al lavoratore; tale presupposto manca quando la procedura di ingresso era viziata ab origine dall’insufficienza reddituale del datore di lavoro. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 22 d.lgs. 286/1998

    “Al sopravvenuto accertamento degli elementi ostativi di cui al presente articolo [...] conseguono la revoca del nulla osta e del visto, la risoluzione di diritto del contratto di soggiorno, nonché la revoca del permesso di soggiorno”.

    La revoca del nulla osta può derivare non soltanto dalle specifiche situazioni ostative previste dalla disciplina, ma da ogni accertata carenza dei requisiti prescritti per l’ingresso del lavoratore straniero, inclusa la capacità economico-finanziaria del datore di lavoro.

  • art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990

    “Non è annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato”.

    La violazione procedimentale non comporta l’annullamento quando il provvedimento è vincolato e il suo contenuto non avrebbe potuto essere diverso; chi deduce l’omessa o incompleta partecipazione deve indicare gli elementi che avrebbe introdotto e che avrebbero potuto incidere sulla decisione.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    La situazione personale e i legami familiari dello straniero non impediscono in modo assoluto la revoca o il diniego del titolo di soggiorno quando manchino i presupposti legali dell’ingresso o della permanenza.

  • art. 22, commi 5-ter e 11, d.lgs. 286/1998

    La disciplina è stata invocata in relazione alla revoca del nulla osta e alle conseguenze della cessazione o mancata instaurazione del rapporto di lavoro; il giudice ha escluso che essa imponga il rilascio di un permesso per attesa occupazione quando la procedura di ingresso era ab origine priva dei requisiti.

  • artt. 7, 8 e 10 l. 241/1990

    Le garanzie partecipative non conducono all’annullamento di un provvedimento vincolato quando il ricorrente non dimostri quali elementi avrebbe potuto apportare e quando il contenuto finale non avrebbe potuto mutare.

  • art. 42 d.l. 73/2022

    È richiamato quale base normativa della revoca del nulla osta, del visto e del permesso di soggiorno in caso di accertato difetto dei presupposti per l’ingresso.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha fondato l’oscuramento delle generalità delle parti e delle altre persone menzionate nella sentenza.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono stati richiamati a tutela dei diritti e della dignità delle persone interessate dall’oscuramento dei dati.

Massime di principio

  • La capacità economico-finanziaria del datore di lavoro è un presupposto indefettibile della procedura di ingresso del lavoratore straniero; il suo accertato difetto legittima la revoca del nulla osta, anche quando la carenza non sia imputabile al lavoratore.
  • La procedura di ingresso per lavoro ha struttura trilaterale: il lavoratore, pur incolpevole, non può sottrarsi agli effetti della perdita dei requisiti legittimanti riferiti al datore di lavoro.
  • Quando la revoca del nulla osta costituisce l’esito vincolato dell’accertata carenza dei requisiti economico-finanziari, l’eventuale violazione delle garanzie procedimentali non determina l’annullamento se il ricorrente non indica elementi conoscitivi idonei a incidere sul contenuto finale del provvedimento.
  • Il legittimo affidamento del lavoratore non impedisce la revoca del nulla osta quando la legge prevede controlli successivi al rilascio e subordina la stabilità del titolo alla permanenza o all’accertamento dei requisiti prescritti.
  • I legami familiari dello straniero sul territorio nazionale non costituiscono una garanzia assoluta contro la revoca o il diniego del titolo di soggiorno in presenza della carenza dei presupposti legali.
  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione presuppone la cessazione di un rapporto di lavoro correttamente instaurato; non è applicabile quando l’originaria procedura di ingresso era viziata dalla mancanza dei requisiti del datore di lavoro.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEmersione, decreto flussi e nulla ostaPartecipazione al procedimentoInvalidità del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
SottomaterieLegami familiari e radicamento
IstitutiVizi formali non invalidantiLegittimo affidamentoPartecipazione procedimentaleDifetto di motivazione

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