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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 33773/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ecoross impugna la sentenza d'appello che aveva confermato la conversione del rapporto di lavoro a tempo determinato del Paternò in rapporto a tempo indeterminato e il suo diritto ad essere assunto dalla ricorrente in forza della clausola sociale del CCNL. La ricorrente deduceva che il rapporto precedente non fosse un appalto ma un affidamento diretto mediante ordinanze contingibili e urgenti, con conseguente inapplicabilità della clausola sociale (art. 6 CCNL). In secondo luogo censurava la valutazione della Corte territoriale circa la lista dei lavoratori trasmessa dal Comune, sostenendo che il nominativo del Paternò non fosse compreso e che dunque non fosse dovuto il suo inserimento/assunzione

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha rilevato che sulla conversione del rapporto a tempo indeterminato si era formato giudicato interno (la società non aveva impugnato quel punto in primo grado). Quanto ai motivi di impugnazione, il primo (sulla natura dell'affidamento e sull'inapplicabilità della clausola sociale) è in gran parte inammissibile o infondato: la Corte d'appello aveva correttamente ritenuto che le determine comunali non fossero ordinanze del sindaco e, comunque, aveva interpretato la clausola sociale come operante indipendentemente dalla qualificazione giuridica dello strumento di affidamento. Il secondo motivo (contestazione della lista dei lavoratori) è inammissibile per la preclusione della doppia conforme e perché richiedeva una rivalutazione documentale riservata al giudice di merito; inoltre il documento invocato non sarebbe stato decisivo in relazione alla logica della clausola sociale (il lavoratore può provare il diritto anche se non inserito nella lista). La ricorrente è condannata alle spese di giudizio in favore dei controricorrenti con le somme liquidate nella sentenza

Norme richiamate

  • art. 6 CCNL Igiene e Ambiente

    la clausola sociale obbliga la impresa subentrante ad assumere il personale addetto ordinariamente o prevalentemente allo specifico servizio/appalto, a prescindere dalla qualificazione giuridica dello strumento con cui l'ente committente ha affidato il servizio

  • art. 21, co. 1, d.lgs. n. 81/2015

    norma richiamata dal Tribunale per dichiarare illegittime proroghe acausali del contratto a termine; la Corte d'appello ha ritenuto fondata la conversione del rapporto per violazione di tale disciplina

  • art. 1655 c.c.

    definizione del contratto d'appalto; la Corte territoriale ha ritenuto che il contratto presentasse le caratteristiche dell'appalto anche se l'affidamento era avvenuto senza procedura di evidenza pubblica

  • art. 50, co. 5, d.lgs. n. 267/2000

    disciplina della competenza del sindaco per le ordinanze contingibili e urgenti; la Corte d'appello ha escluso che le 'determine' del responsabile di settore avessero la natura giuridica di ordinanze del sindaco

  • artt. 112, 115, 116 c.p.c.

    norme processuali richiamate dalla ricorrente per censurare la valutazione probatoria della Corte d'appello; la Corte di Cassazione ha osservato che la rivalutazione di documenti e la valutazione di merito sono riservate al giudice di merito e non sindacabili in sede di legittimità se sorrette da motivazione conforme

  • art. 360 c.p.c.

    norma che disciplina i motivi di cassazione; la Corte ha valutato l'ammissibilità dei motivi alla luce delle regole di cui a questo articolo (inammissibilità per mancato confronto con la motivazione e per doppia conforme)

  • art. 69 d.lgs. n. 163/2006 e art. 191 d.lgs. n. 152/2006

    richiamati dalla ricorrente in tema di disciplina degli appalti e del servizio, ma la Corte non ha ritenuto che le censure sulla qualifica dell'affidamento potessero escludere l'operatività della clausola sociale

Massime di principio

  • La clausola sociale del CCNL opera quando c'è una mera successione di impresa nella gestione dello stesso servizio, indipendentemente dalla qualificazione giuridica dell'affidamento (appalto, affidamento diretto, ordinanza): l'elemento rilevante è la continuità del servizio e l'identità delle mansioni svolte dal lavoratore
  • La mancata presenza del nominativo del lavoratore nella lista consegnata dall'ente o dall'impresa uscente non esclude automaticamente il diritto del lavoratore alla assunzione presso la subentrante: il lavoratore può comunque provare i fatti costitutivi del diritto (essere stato adibito al servizio e la relativa anzianità minima)
  • Le questioni di fatto e la valutazione documentale compiute dal giudice di merito sono difficilmente rivedibili in Cassazione; la Suprema Corte interviene prevalentemente su profili di diritto e su vizi motivazionali gravi
  • La decisione di primo grado che non sia stata impugnata forma giudicato interno sui punti omessi dall'appello: la società che non impugna determinate statuizioni non può poi contestarle in sede di legittimità
  • La previsione della cosiddetta doppia conforme esclude la valutazione in sede di legittimità di censure che chiedano mera riconsiderazione di motivazioni di merito già conformi tra primo e secondo grado

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