Sentenza del 19/07/2023 n. 21387 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Hypo Tirol Bank AG aveva richiesto il rimborso delle ritenute del 12,5% subite su interessi pagati da titoli italiani invocando l'art. 11, par. 3, lett. b della Convenzione Italia-Austria (sostenendo di essere interamente posseduta dal Land Tirol). La Commissione tributaria provinciale aveva accolto il ricorso; la C.T.R. lo aveva invece respinto ritenendo che la documentazione prodotta da Hypo (relazione di Ernst & Young e attestazioni di Clearstream) dimostrasse, in via presuntiva e non confutata dallAgenzia, che la banca era l'effettiva beneficiaria. L'Agenzia ha impugnato in Cassazione sostenendo: errata valutazione probatoria (attribuzione di valore probatorio alla relazione di revisione e alle attestazioni di Clearstream), illegittimità dell'uso di autocertificazioni per provare la qualita' di beneficiario effettivo, violazioni delle regole sulle presunzioni (art. 2729 c.c.) e carenza/contraddittorieta' della motivazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia. Ha ritenuto legittima e congrua la valutazione della C.T.R.: la relazione della societa' di revisione e le attestazioni di Clearstream avevano valore indiziario serio, preciso e concordante e non erano state efficacemente confutate dall'Agenzia; la C.T.R. non si era basata su una semplice autocertificazione ma su documenti integrativi; l'onere della prova circa fatti estintivi o eccezioni (ad es. l'asserita pertinenza degli interessi alla stabile organizzazione in Italia) gravava sull'Ufficio e non sull'istante; inoltre la motivazione della C.T.R. e' stata ritenuta sufficientemente percepibile. Condanna dell'Agenzia al pagamento delle spese in favore di Hypo: Euro 10.300,00 per compensi, Euro 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie 15%, oltre IVA e CPA.
Norme richiamate
D.P.R. n. 600/1973, art. 26, comma 5
norma che prevedeva la ritenuta applicata sugli interessi dei titoli italiani (12,5% nel caso di specie)
Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Austria (29/06/1981), art. 11, paragrafi 2 e 3 lett. b
art. 11, par. 2 e par. 3 lett. b
par. 2: limite di imposizione nella fonte se il percettore e' effettivo beneficiario (max 10%); par. 3 lett. b: esenzione totale se gli interessi sono pagati allo Stato contraente o a un ente interamente di sua proprieta', clausola applicata a seconda della qualita' soggettiva del percettore
Legge di ratifica Convenzione Italia-Austria (L. n. 762/1984)
atto interno che ha reso applicabile la Convenzione nel diritto italiano
Codice di procedura civile: art. 115 c.p.c., art. 360 c.p.c. comma 1 nn. 3 e 4
art. 115 c.p.c.; art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4
art. 115 c.p.c.: liberta' di valutazione delle prove da parte del giudice di merito (limiti al sindacato in Cassazione); art. 360: motivi di cassazione relativi a vizi di motivazione e falsa applicazione della legge
Codice civile: art. 2697 e art. 2729
art. 2697 sull'onere della prova (ripartizione delle prove tra parti); art. 2729 sulle presunzioni, richiamato per i requisiti di gravita', precisione e concordanza delle presunzioni utilizzate
D.P.R. n. 445/2000, artt. 1 (commi 1,3,4), 46, 47, 48
norme sull'idoneita' e valore delle autocertificazioni e documenti amministrativi, oggetto di censura dall'Agenzia con la critica che l'autocertificazione non potesse provare la qualita' di beneficiario effettivo
Costituzione art. 111 e norme processuali (art. 132 c.p.c., art. 118 disp. att. c.p.c., D.Lgs. n. 546/1992 art. 36 comma 2 n. 4)
richiamate in relazione al vizio di motivazione apparente e alla possibilita' di nullita' della sentenza per motivazione insufficiente
Massime di principio
- Il diritto ai benefici convenzionali (esenzione o riduzione alla fonte) e' subordinato alla qualita' di beneficiario effettivo; chi chiede il beneficio deve rappresentare e provare la propria qualita'.
- Relazioni di societa' di revisione indipendenti e attestazioni di depositarie/clearance center (es. Clearstream) possono avere valore indiziario significativo se contengono dati specifici e coerenti: gravita', precisione e concordanza sono requisiti della presunzione utilizzabile dal giudice.
- L'autocertificazione da sola non e' sufficiente a provare in giudizio la qualita' di beneficiario effettivo in controversie di rimborso, ma l'assenza di autocertificazioni non impedisce l'accoglimento della domanda se esistono altri elementi probatori non confutati.
- Se l'amministrazione contesta la qualita' del beneficiario o la riconducibilita' dei proventi a una stabile organizzazione, grava su di essa l'onere di fornire prove per la sua eccezione; il contribuente non deve provare fatti estintivi che sono eccezioni sollevate dall'Ufficio.
- La Corte di Cassazione non sostituisce il giudizio di merito: sindaca la corretta applicazione delle norme e la presenza di una motivazione non apparente, ma non puo' rivedere semplici apprezzamenti di fatto o valutazioni probatorie che rientrano nel potere del giudice di merito.
- Per l'uso di presunzioni ai sensi dell'art. 2729 c.c. il giudizio giustificativo del giudice deve mostrare come le circostanze concrete soddisfino i requisiti di gravita', precisione e concordanza; la contestazione deve dimostrare specificamente dove il ragionamento presuntivo difetta.
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