Sentenza n. 4230/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza - della sentenza n. 5084/2025, emessa dal Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, in data 19 novembre 2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Inerzia del Ministero nell’esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto l’indennità sostitutiva per ferie non godute e condannato l’Amministrazione al pagamento di € 8.595,65, oltre interessi
Esito
Favorevole al ricorrente (docente scolastica)
Prevale il privato
La controversia
La docente ha proposto ricorso per ottemperanza della sentenza n. 5084/2025 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, del 19 novembre 2025, notificata al Ministero il 21 novembre 2025 e passata in giudicato. La pronuncia aveva riconosciuto il diritto all’indennità sostitutiva per ferie non godute negli anni scolastici 2015/2016, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2022/2023 e 2023/2024, condannando il Ministero al pagamento di complessivi € 8.595,65, oltre interessi dalle singole scadenze al saldo, e alle spese. Dedotta la mancata esecuzione del giudicato, la ricorrente ha chiesto il pagamento delle somme e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza. Il Ministero ha chiesto il rigetto; successivamente la ricorrente ha comunicato che il pagamento era stato eseguito.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che il Ministero aveva integralmente corrisposto quanto riconosciuto dalla sentenza ottemperanda e che, pertanto, la pretesa azionata era stata pienamente soddisfatta. Non ha quindi disposto ulteriori misure esecutive né nominato un commissario ad acta. Ha condannato il Ministero alle spese di giudizio, liquidate in € 800,00 oltre oneri e spese generali, e alla rifusione del contributo unificato, ove versato; le somme sono da corrispondere al difensore antistatario.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l’integrale esecuzione da parte dell’amministrazione del comando contenuto nel giudicato, con piena soddisfazione della pretesa del ricorrente, comporta la cessazione della materia del contendere.
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