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Ordinanza

Ordinanza n. 2038/2026 - Napoli, Sezione 9

Giustizia amministrativa202603393

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IXOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: aggiudicazione dell’appalto per i servizi integrati di gestione e manutenzione delle apparecchiature biomediche alla società Polygon S.p.A., nonché comunicazione di avvenuta aggiudicazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’aggiudicazione della procedura aperta telematica relativa all’affidamento dei servizi integrati per la gestione e manutenzione di apparecchiature biomediche. In vista della trattazione cautelare, ha chiesto inizialmente il rinvio della camera di consiglio, in attesa della decisione sul separato ricorso ex art. 116 c.p.a. volto all’ostensione di documentazione necessaria per valutare la proposizione di motivi aggiunti. Dopo il rigetto di tale ricorso per l’accesso, la ricorrente ha chiesto l’abbinamento della domanda cautelare al merito, senza tuttavia proporre motivi aggiunti. La controinteressata Polygon S.p.A. si è opposta, chiedendo la decisione della domanda cautelare.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che l’istanza di abbinamento al merito presentata dalla ricorrente costituisse rinuncia implicita alla domanda cautelare, anche perché, nelle controversie in materia di appalti, la legge prevede la celere fissazione dell’udienza di merito e tale fissazione non può essere considerata una misura cautelare ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a. Non è stata quindi adottata alcuna sospensione degli atti impugnati. Il Collegio ha precisato che, in assenza di sospensione cautelare, restano salvi gli eventuali provvedimenti che la stazione appaltante intenderà adottare nell’esercizio della propria discrezionalità. È stata fissata per la trattazione del merito l’udienza pubblica del 6 ottobre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La celere fissazione dell’udienza di merito nelle controversie in materia di appalti non costituisce, di per sé, una misura cautelare ai sensi della disposizione.

  • art. 116 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento del separato ricorso proposto per ottenere l’ostensione della documentazione di gara; tale ricorso è stato definito con rigetto, impedendo la proposizione di motivi aggiunti sulla base della documentazione richiesta.

  • art. 71 d.lgs. 36/2023

    Indicato quale fondamento normativo della procedura aperta di gara.

  • art. 17, comma 5, d.lgs. 36/2023

    Richiamato nel provvedimento di aggiudicazione impugnato quale base normativa dell’aggiudicazione e dell’affidamento.

Massime di principio

  • La richiesta della parte ricorrente di abbinare la domanda cautelare alla trattazione del merito può essere interpretata dal giudice come rinuncia implicita alla sospensiva, quando il contenuto dell’istanza esprima la volontà di non ottenere una misura cautelare immediata.
  • Nelle controversie in materia di contratti pubblici, la fissazione ravvicinata dell’udienza di merito, prevista dalla disciplina processuale, non equivale alla concessione di una misura cautelare ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a.
  • In assenza di una sospensione cautelare degli atti di gara, la stazione appaltante conserva la possibilità di adottare gli ulteriori provvedimenti rientranti nella propria discrezionalità, ferma restando la definizione della controversia nel merito.

Come è indicizzato

MaterieProcedura di garaRito appalti e sorte del contrattoTutela cautelare
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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