Ordinanza n. 3444/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento DEL DECRETO PROT. N.RO K10/-OMISSIS- DI RIGETTO DELLA DOMANDA DI CITTADINANZA ITALIANA
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di rigetto della domanda di cittadinanza italiana
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell'Interno di rigetto della domanda di cittadinanza italiana. Il TAR, rilevato che il ricorso rientra tra quelli potenzialmente definibili nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato, ha ritenuto necessario verificare preliminarmente la persistenza dell'interesse a ricorrere e la compiuta istruzione della causa. Poiché il ricorrente risulta coniugato con una cittadina italiana, il Collegio ha ipotizzato che egli possa avere presentato anche una domanda di cittadinanza per matrimonio ai sensi dell'art. 5 della legge n. 91/1992. Sono stati pertanto disposti chiarimenti al ricorrente sull'eventuale presentazione di tale istanza e, in caso affermativo, al Ministero dell'Interno sullo stato della relativa pratica e sull'eventuale accoglimento.
La decisione
Il TAR non ha deciso nel merito l'impugnazione del rigetto della domanda di cittadinanza. Ha disposto incombenti istruttori a carico di entrambe le parti: il ricorrente deve fornire, entro 30 giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza, chiarimenti sull'eventuale presentazione di una domanda di cittadinanza per matrimonio; qualora tale domanda sia stata presentata, l'amministrazione deve chiarire lo stato della pratica e l'eventuale accoglimento. La trattazione è stata rinviata alla camera di consiglio istruttoria del 15 aprile 2026. Le spese non risultano regolate.
Norme richiamate
artt. 65, 66 e 67 c.p.a.
Richiamati quali disposizioni relative agli incombenti istruttori e all'acquisizione di elementi utili alla decisione.
artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a.
divieto di rinvio, salvo “eccezionali motivi”
Richiamati per evidenziare i limiti al differimento della trattazione nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato.
art. 5 l. 91/1992
Disciplina la cittadinanza italiana per matrimonio; la possibile presentazione di una domanda fondata su tale disposizione rende necessario verificare la persistenza dell'interesse alla decisione del ricorso contro il precedente rigetto.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme alla normativa nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio contro il rigetto di una domanda di cittadinanza, emergono elementi che fanno presumere la possibile presentazione di una distinta domanda di cittadinanza per matrimonio, il giudice può disporre chiarimenti istruttori al ricorrente e, ove necessario, all'amministrazione sullo stato e sull'esito della nuova pratica, al fine di verificare la persistenza dell'interesse a ricorrere.
- Nelle udienze destinate allo smaltimento dell'arretrato, la calendarizzazione della causa presuppone, oltre alla collocazione cronologica del ricorso, la verifica della persistenza dell'interesse alla decisione e della compiuta istruzione della controversia; il differimento della trattazione è soggetto ai limiti previsti dal codice del processo amministrativo.
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