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Ordinanza

Ordinanza n. 3395/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento DECRETO DI RIGETTO ISTANZA DI CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA (K10/-OMISSIS-/

Giustizia amministrativa202303348

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana per possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui il Ministero dell'Interno ha rigettato l'istanza di concessione della cittadinanza italiana. Il diniego è motivato dall'emersione, nel corso dell'istruttoria, di elementi riferiti al richiedente tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica. Ai fini della decisione, il Collegio ha ritenuto necessario acquisire la documentazione istruttoria posta a fondamento del provvedimento, oppure una relazione esplicativa delle specifiche ragioni che rendano ragionevole la mancata trasmissione degli atti, adottando cautele idonee a tutelare le fonti informative e a non pregiudicare l'attività di intelligence.

La decisione

Il TAR non ha deciso nel merito la legittimità del diniego. Ha disposto incombenti istruttori nei confronti del Ministero dell'Interno, ordinando il deposito della documentazione istruttoria rilevante, con eventuali stralci e omissis necessari alla tutela delle fonti e dell'attività di intelligence, oppure di una relazione sulle ragioni della mancata trasmissione. Il deposito dovrà avvenire entro il 7 maggio 2026 secondo modalità riservate, mediante doppia busta. La visione degli atti sarà consentita esclusivamente al Collegio e al difensore nella camera di consiglio istruttoria del 12 maggio 2026, senza estrazione di copie, per consentire l'espletamento dell'attività difensiva. La trattazione è stata rinviata a tale camera di consiglio. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte.

Norme richiamate

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Norme richiamate a fondamento dell'acquisizione e dell'esame della documentazione istruttoria nel processo amministrativo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte per tutelarne i diritti o la dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando la legittimità di un diniego di concessione della cittadinanza è fondata su generici riferimenti a possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica, il giudice può disporre l'acquisizione della documentazione istruttoria posta a base del provvedimento, al fine di verificare gli elementi sottostanti alla valutazione amministrativa.
  • La tutela della riservatezza delle fonti informative e la salvaguardia dell'attività di intelligence possono essere assicurate mediante stralci, omissis e modalità riservate di deposito e consultazione degli atti, senza escludere necessariamente l'acquisizione processuale della documentazione.
  • Qualora l'Amministrazione ritenga di non poter trasmettere gli atti istruttori per ragioni di sicurezza o riservatezza, deve fornire una relazione dalla quale risultino le specifiche ragioni che rendono ragionevole tale mancata trasmissione.
  • La consultazione riservata della documentazione istruttoria, consentita al Collegio e al difensore senza estrazione di copie, può essere organizzata per garantire contestualmente la tutela delle fonti e l'espletamento dell'attività difensiva.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivoTrasparenza e pubblicità

Testo integrale

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