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Sentenza

Sentenza n. 685/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento del provvedimento, emesso dal Consolato Generale d’Italia in Pakistan, di diniego del visto d’ingresso turistico richiesto da -OMISSIS-, fratello dell’odierno ricorrente;

Giustizia amministrativa202514572

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d’ingresso turistico adottato dal Consolato Generale d’Italia in Pakistan nei confronti del fratello del ricorrente

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l’annullamento del diniego del visto d’ingresso turistico richiesto dal fratello. Il Ministero resistente ha eccepito il difetto di legittimazione attiva e l’infondatezza della pretesa. La questione decisiva ha riguardato la legittimazione a impugnare il diniego: il provvedimento era stato adottato nei confronti del fratello del ricorrente, mentre il ricorrente era un terzo che avrebbe potuto trarre un beneficio dall’ingresso del familiare in Italia.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione attiva, senza esaminare il merito del diniego. Richiamando la propria consolidata giurisprudenza, ha affermato che, salvo i casi tassativamente previsti dalla disciplina di settore, la legittimazione a impugnare il diniego del visto d’ingresso spetta esclusivamente al soggetto che intende esercitare il proprio interesse legittimo all’ingresso nel territorio nazionale, ossia al destinatario del provvedimento, e non ai terzi che potrebbero trarre beneficio dal suo trasferimento. Il ricorrente è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 800,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti, quando ne ricorrono i presupposti.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata

    Ha costituito il presupposto per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all’art. 52 d.lgs. 196/2003, quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Salvo tassative deroghe previste dalla disciplina di settore, la legittimazione a impugnare il diniego di un visto d’ingresso spetta esclusivamente al soggetto destinatario del diniego, in quanto titolare dell’interesse legittimo all’ingresso nel territorio nazionale.
  • La qualità di familiare o di altro terzo che possa trarre beneficio dall’ingresso dello straniero non attribuisce, di per sé, la legittimazione a impugnare il diniego del visto adottato nei confronti di quest’ultimo.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoLegittimazione e interesse a ricorrereDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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