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Ordinanza

Ordinanza n. 1940/2026 - Firenze, Sezione 3

Giustizia amministrativa202503423

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana, Sez. IIIOrdinanzaRito elettorale

Atto impugnato: verbale dell’Ufficio centrale regionale del 29 ottobre 2025, nella parte relativa al conteggio dei voti di lista nelle circoscrizioni di Pisa e Massa-Carrara e alla proclamazione degli eletti, nonché richiesta di liquidazione del compenso per la verificazione disposta nel giudizio

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La candidata aveva impugnato le operazioni elettorali regionali del 12 e 13 ottobre 2025, contestando il conteggio dei voti assegnati alla lista Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni per Tomasi Presidente nelle circoscrizioni di Pisa e Massa-Carrara e, in particolare, chiedendo il nuovo conteggio delle schede per la circoscrizione di Pisa, con l’attribuzione alla lista di almeno 210 ulteriori voti e la conseguente sostituzione del candidato proclamato eletto con la ricorrente. In questa ordinanza il TAR non decide tali contestazioni elettorali: esamina esclusivamente la richiesta della vice prefetto delegata dal Prefetto di Pisa, cui era stato affidato l’incarico di verificazione con ordinanza del 18 febbraio 2026, di liquidare il compenso per l’attività svolta da lei e dal gruppo di lavoro ausiliario.

La decisione

Il Collegio liquida in via equitativa il compenso per le attività di verificazione in 2.500 euro. Precisa che il compenso spetta all’amministrazione presso la quale sono incardinati i funzionari che hanno svolto l’attività su delega, non personalmente ai funzionari, e che l’amministrazione corrisponderà poi gli emolumenti secondo il proprio ordinamento. La liquidazione equitativa è motivata anche dall’assenza di un prospetto che raccordasse le attività svolte al tariffario del D.M. 115/2002. L’importo è posto a carico solidale delle amministrazioni intimate. L’ordinanza non definisce il ricorso elettorale né decide la fondatezza delle relative censure.

Norme richiamate

  • D.M. 30 maggio 2002, n. 115

    Il Collegio premesso che il compenso non è dovuto personalmente ai funzionari che concretamente hanno prestato, su delega dell’organismo incaricato, la propria attività ma alla amministrazione presso la quale essi sono incardinati (la quale provvederà poi a corrispondere gli emolumenti con gli strumenti e le modalità previste dal proprio ordinamento) ritiene di liquidare lo stesso in via equitativa, come da dispositivo, anche in considerazione del fatto che non è stato depositato un prospetto di raccordo delle attività prestate con il tariffario di cui al D.M. n. 115 del 30.05.2002.

    In assenza di un prospetto di raccordo tra le attività svolte e il tariffario del decreto, il compenso per la verificazione è liquidato equitativamente; il beneficiario è l’amministrazione di appartenenza dei funzionari, cui compete poi la corresponsione degli emolumenti secondo il proprio ordinamento.

Massime di principio

  • Il compenso per l’attività di verificazione svolta da funzionari pubblici su delega dell’organismo incaricato spetta all’amministrazione presso la quale i funzionari sono incardinati, non personalmente ai singoli funzionari; l’amministrazione provvede poi alla corresponsione degli emolumenti secondo le modalità del proprio ordinamento.
  • Quando manca un prospetto che raccordi le attività di verificazione svolte al tariffario applicabile, il giudice può liquidare il relativo compenso in via equitativa.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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